Test Benelli 752S

Gianluca Salina

Dopo il successo di TRK 502 e Leoncino, la Benelli 752s ha segnato il rientro del brand marchigiano nel club delle medie cilindrate. Il lavoro del centro stile con sede a Pesaro si apprezza nella linea della moto e nei dettagli di alcuni componenti che permettono alla naked di Pesaro di ricavare un proprio e preciso spazio in un segmento popolato da agguerrite concorrenti. L’abbiamo provata sulle strade tra Piemonte e Francia occidentale e vi raccontiamo le nostre impressioni.

Di acqua sotto ai ponti ne è passata negli ultimi anni dalle parti di Pesaro e la Benelli 752s oggetto della nostra prova ne è una delle dimostrazioni più evidenti. Dopo un periodo di difficoltà nella prima metà degli anni Duemila, l'arrivo del gruppo cinese Q.J., colosso che in patria produce oltre 1.2 milioni di moto all'anno ne ha permesso la rinascita, prima tra le piccole cilindrate, poi nel segmento di mercato delle 500 cc.

E' stato proprio questo comparto a segnare il new deal di Benelli, che oggi si ritrova ad essere il produttore della moto più venduta in Italia, quella TRK 502 (Prova Benelli TRK 502) che sta macinando record di commercializzazione. La casa di Pesaro non deve però il successo unicamente alla sua crossover, attesa ad EICMA 2021 per essere svelata nella versione con motore da 800 cc, Benelli TRK 800 ad EICMA, è ufficiale (VIDEO).

Nella top 30 di vendite da inizio anno a fine ottobre infatti, l'azienda controllata da Q.J. ha piazzato altri tre modelli, Leoncino 500/Trail, BN 125, Imperiale 400 ed adesso punta al segmento superiore, quello delle medie, a cui la 752s appartiene. Arrivata sul mercato l'anno scorso, rappresenta dunque un nuovo step evolutivo nella storia del brand marchigiano, dal momento che è la prima vera over 500 cc del nuovo corso dell'azienda.

Erede della mai realizzata 2ue/Due/756 di metà anni Duemila, ha avuto il compito di portare a battesimo il motore bicilindrico settemmezzo che verrà usato (salvo cambiamenti che vedremo ad EICMA) anche sulla Leoncino 800 e sulla TRK 800, quest'ultima recentemente annunciata dalla casa pesarese per mezzo di un teaser (Benelli TRK 800 ad EICMA, è ufficiale) e che sarà tra le protagoniste della kermesse milanese.

L'intenzione di Benelli è quella di entrare nel mercato delle naked 650-700, un segmento affollato e competitivo, dove i player principali si chiamano Honda CB 650 R, Kawasaki Z 650, Suzuki SV 650, Triumph Trident 660 e Yamaha MT-07, ma non solo. Recentemente si sono infatti affacciati anche nuovi produttori orientali quali CF Moto ed altri sono attesi a breve. Per questo sbarco Benelli si è affidata alla competitività del prezzo ed al design made in Italy.

COM'E' FATTA

Sulla Benelli 752s è ben evidente la mano del centro stile della casa marchigiana e che ha la sua sede a Pesaro. Design italiano dunque, per una moto che, ad una prima occhiata, se non fosse per quella sigla alla base del serbatoio, potrebbe anche "barare" al rialzo circa la sua cilindrata, spacciandosi magari per una 850-900. Le forme sono armoniche ma muscolose, memoria atavica di modelli come la Tornado Naked 3 899 di cui la bicilindrica pesarese vuole, almeno in parte, esserne erede.

A colpire l'attenzione è la forcella Marzocchi completamente regolabile che al suo interno ospita steli da ben 50 mm, a dimostrazione di una ciclistica sovradimensionata ma che, proprio per questo, promette grandi cose. Salendo con lo sguardo si incontra il bel faro a LED con lampade sopvrapposte e caratterizzato dalla parte anteriore protesa in avanti e verso il basso. Sopra di esso lo strumento, dove un display TFT con switch automatico di visione tra modalità diurna e notturna è circondato da 10 spie di sistema (segnalazione dell'impianto ABS, luci, folle, riserva di carburante) ecc.

Ma è un altro particolare della Benelli 752s, che cattura lo sguardo osservandone la parte anteriore, l'impianto frenante. Due dischi Brembo da 320 mm con pinza radiale costituiscono una dotazione che nessuna concorrente ad oggi può vantare. Il telaio tubolare con piastre in acciaio è un marchio di fabbrica per il brand del leoncino. Bello l'accostamento del nero della struttura con il verde del serbatoio (dotato di 14,5 litri di capacità, di cui 3 di riserva) che, anche grazie alla sua forma, contribuisce alla sinuosità della linea della moto.

La cura dell'estetica che gli uomini Benelli hanno messo in questa loro moto emerge anche da alcuni particolari cromati come il paracalore dello scarico e la protezione della pompa dell'acqua presenti sull'esemplare in prova. La coda corta, secondo gli stilemi più attuali, sovrasta un forcellone, anch'esso a tubi, su cui opera un monoammortizzatore regolabile nel precarico molla, che ricorda un po' quello della Kawasaki ER-6n, ma si fa apprezzare per l'originalità delle forme.

A proposito di questo non si può non citare la particolarità del design del parafango anteriore, le cui due piccole prese d'aria suggeriscono un richiamo quasi ancestrale alla linea del frontale della Tornado Tre, l'ultima supersportiva del marchio del leoncino, famosa per soluzioni come radiatori e ventole di raffreddamento nel codone ed utilizzo di tecnologie aeronautiche.

Il comparto sospensioni è completato da monoammortizzatore montato in posizione centrale mentre, sempre al posteriore, un disco freno da ben 260 mm aiuta la coppia anteriore a far decelerare la moto. La ruota posteriore, che misura 180/55-17 (mentre all'anteriore troviamo un 120/70-17), è montata su cerchio in lega a 5 razze doppie, alla destra della quale trova posto uno scarico corto a semi-tromboncino dall'aspetto racing. Gli pneumatici sono i Pirelli Angel GT.

Una citazione a parte la merita il portatarga, non tradizionalmente appeso al sottosella ma ancorato al forcellone e che integra gli indicatori di direzione a LED, una soluzione che conferisce al posteriore della Benelli 752s una linea molto pulita. Last but not least, il motore, un bicilindrico in linea di 754 cc capace di una potenza massima di 76,8 cavalli a 8500 giri, per una coppia di 67 Nm a 6500 giri.

Il risultato complessivo è una moto lunga 2130 mm che presenta un interasse di 1460 mm. L'altezza della sella è di 810 mm, mentre il peso è in ordine di marcia è di 226 kg. Non ci sono ausili a livello di elettronica come riding mode e traction control, vista la relativamente contenuta potenza e coppia in gioco, scelta comune a tutte le altre competitor. Immancabile invece l'ABS. E' però tempo di zittire i freddi numeri e dare voce a come si comporta su strada nuova media di Benelli.

COME VA

Superato in modo più che positivo l'esame visivo, dal momento che la moto appaga oggettivamente lo sguardo, una volta in sella la Benelli 752s offre una posizione confortevole grazie ad una triangolazione sella-pedane-manubrio che consente una seduta rilassata ed una conseguente guida con il busto eretto. La mancanza di ausili a livello di elettronica con cui familiarizzare a livello di comandi facilita ulteriormente l'entrata in sintonia.

Prima dentro e via. Il bicilindrico made in Pesaro, complice anche lo scarico, ha un bel timbro e gratifica l'orecchio. Non appena la moto si muove, si affievolisce la sensazione di portarsi dietro qualche chilo di troppo rispetto alla concorrenza che si evidenzia nelle manovre da fermo. La ciclistica sana e le sospensioni più sostenute rispetto alla media delle competitor permettono una guida divertente e redditizia, soprattutto nell'extra-urbano.

E' senza dubbio quello, l'habitat di elezione della Benelli 752s. Il motore è fluido e regolare da poco più di 2000 giri fino a 6000. Da lì in poi è dove da il meglio di sé, fino a poco prima della zona gialla, che inizia a 9500. In realtà non è necessario insistere fino a questo regime, ma si può tranquillamente passare al rapporto superiore senza oltrepassare quota 9000, beneficiando della corretta spaziatura tra una marcia e l'altra che l'unità offre.

Poche centinaia di metri sono sufficienti per intuire il carattere della naked di Pesaro, che ama il misto-veloce, le curve a medio ed ampio raggio, da raccordare di percorrenza e facendo lavorare telaio, sospensioni e freni. La confidenza è immediata, dal momento che la moto infonde grande sicurezza, con una solidità da segmento superiore. I successivi (molti) km, percorsi sulle strade tra Piemonte e Francia, in particolare sulle leggendarie D900, D4085 e D6085, hanno confermato la sensazione iniziale.

Una volta scesa in piega, la Benelli 752s mantiene la traiettoria in modo "ferroviario", tanto è precisa e stabile. L'avantreno restituisce un feedback più da sportiva che da naked, mentre il telaio non è rigido all'eccesso ed in linea, su questo aspetto, con la categoria a cui la nuda settemmezzo di Pesaro appartiene. Forzando il ritmo emergono alcuni ed ulteriori dettagli che concorrono a delineare il carattere della moto.

Questo perché, oltre alla guida di percorrenza, la Benelli 752s accetta di buon grado anche quella d'attacco, pur non amandola visceralmente. La forcella costituisce sempre ed in ogni caso un valido alleato in qualsiasi momento, tanto più che offre la possibilità di essere regolata. L'impianto frenante, il migliore della categoria, sopporta di buon grado di essere strapazzato senza ritegno anche in modo prolungato, fermano la moto in spazi contenuti e con poco sforzo alla leva.

Discorso (lievemente) diverso nel momento in cui si riapre il gas per far fare strada alla moto. Il mix tra peso non proprio light e la rapportatura "lunga" di tutte le marce rende la risposta del bicilindrico della casa marchigiana un po' meno vispa rispetto ad alcune competitor. Il risultato è che la velocità non aumenta esattamente come ci si potrebbe attendere.

Questo comporta il fatto che se telaio e sospensioni assecondano alla grande l'apertura del gas in uscita di curva ed il conseguente abbassamento del posteriore, la percezione della spinta del motore c'è, ma un po' ovattata. Tutto ciò non rappresenta un grosso limite, dal momento che è semplicemente necessario mettere in preventivo un utilizzo un po' maggiore del cambio.

Com'è logico pensare, nel caso di uscita di curva con un rapporto superiore rispetto a quello corretto, la Benelli 752s porta comunque fuori, anche grazie ad una coppia massima erogata a soli 6500 giri. Parrebbe quasi che a Pesaro abbiano voluto fare una moto nel nome della tradizione, almeno nel comportamento. E' infatti più fisica di altri modelli che popolano il suo segmento e richiama alla mente le realizzazioni old school.

La caratteristica affonda le sue radici ancora una volta nel dato che si registra alla bilancia. Ciò fa sì che la moto non sia esattamente una gazzella nei cambi di direzione. Nei percorsi da coltello tra i denti risulta così un più faticosa di altre moto dello stesso segmento. Probabilmente sarebbe sufficiente un +1 o un +2 di corona per riequilibrare il tutto, ma la moto resta più che ampiamente godibile così come esce dalla concessionaria. 

Le gomme montate di primo equipaggiamento, le Pirelli Angel GT, non sono la scelta più sportiva possibile, ma assicurano buone prestazioni e durata elevata, tenendo sempre presente che si tratta di un aspetto soggettivo e che, rimanendo su marchi noti, il segreto del tutto sia sviluppare la sensibilità adatta a fidarsi delle coperture. I consumi infine sono contenuti ed tutt'altro che impossibile ritrovarsi a passeggiare percorrendo oltre 20 km con un litro, anche senza impegnarsi in percorsi e condotta di guida da economy-run.

IL GIUDIZIO DEL PASSEGGERO

La presenza delle maniglie aiuta il comfort e la sicurezza di chi siede sul sellino posteriore. La coda corta non inficia l'abitabilità, anche se lo spazio a disposizione non è certamente da adventure-tourer. Lo sbalzo poco accentuato tra guidatore e passeggero gioca ulteriormente a favore della Benelli 752s, anche se le pedane potrebbero risultare un pelo troppo alte per chi è di statura elevata.

Logo Benelli 752s

A CHI SI RIVOLGE

Le 650-750 sono, molto probabilmente, le world bike di domani e, come appartenente al segmento, la Benelli 752s si rivolge ad una platea di pubblico davvero ampia. Si va infatti dal neopatentato in cerca di qualche cosa in più delle classiche 250-500 che l'offerta dei vari costruttori mette a disposizione, fino al rider esperto, magari in cerca di una moto facile, dal prezzo aggressivo e dai ridotti costi di gestione, passando per il motociclista di ritorno.

La naked marchigiana è una moto vera, con un proprio e preciso carattere, che va ovviamente compreso e che potrà soddisfare anche il motociclista di ritorno, trovatosi a fare i conti con lo riaccendersi della sacra fiamma delle due ruote. Mai sopra le righe, fa della linearità di comportamento il suo modo di essere ma, all'occorrenza, qualche centimetro di unghie sa tirarlo fuori anche lei.

Logo Benelli su 752s

 

CONCLUSIONI

La casa di Pesaro è sbarcata in una arena dove la concorrenza è più spietata di quanto si potrebbe pensare e lo sarà sempre di più con l'arrivo di nuovi player. Per affrontare la sfida è stata allestita la Benelli 752s, una moto che spicca per le linee e si fa apprezzare per alcune soluzioni particolari e personali come il portatarga o dettagli come il design dello scarico o del faro. L'estetica è sempre soggettiva, ma è oggettivo che, merito del progetto made in Italy, la settemmezzo marchigiana non passa inosservata.

Questa sua avvenenza fa perdonare il suo essere un po' curvy, aspetto che si fa sentire in determinate condizioni di utilizzo. D'altro canto però, appartiene pur sempre ad un segmento in cui le moto non puntano ad essere in grado di limare l'ultimo millesimo del tempo sul giro, considerando comunque che le prestazioni della nuda di Pesaro non sono scarse. Contestualizzando il tutto al segmento di mercato di appartenenza, con 6990 Euro ci si porta a casa una naked personale e con caratteristiche interessanti.

INFO

Si ringrazia Benelli per aver messo a disposizione la 752s oggetto della prova ed i partner per l'equipaggiamento elencato di seguito.

Casco: Nolan N70-2 GT
Giacca: SPIDI Warrior Tex Jacket
Pantaloni: SPIDI J&Racing
Guanti: SPIDI STR-4
Stivali: XPD X-Zero
Protezioni: Alpinestars Nucleon KR-1
Underwear: SIXS

Luogo: Francia ed Italia
Tester: Gianluca Salina
Credit photo: Marco Fassio

Next Post

Husqvarna EE5 per il primo campionato elettrico minicross

Anche il mondo del tassello si sta lentamente adeguando all'arrivo dell'elettrico e l'organizzatore MXGP assieme ad Husqvarna danno un importante segnale

Iscriviti alla newsletter