DDG Magazine Test: Fluip Motor Oil

Valerio Garagiola

L’olio motore non è tutto uguale; abbiamo deciso di testare i prodotti Fluip per capire se l’efficacia della nanotecnologia è vera o solo marketing

L'olio motore è, probabilmente, una delle componenti più importanti per garantire affidabilità e performance del motore. Le stesse aziende produttrici investono ingenti risorse nella ricerca e nello sviluppo dei migliori lubrificanti, utilizzando come banco prova le competizioni di massimo livello sia stradali e fuoristradali. Esistono, tuttavia, diverse piccole realtà sparse sul territorio nazionale che fanno dell'eccellenza il loro biglietto da visita, come nel caso della Fluip Motor Oil, di Latina.

Azienda che studia da quasi 20 anni l'uso delle nanotecnologie all'interno dei suoi oli, riscuote un discreto successo nelle competizioni automobilistiche in salita, dove l'altimetria, le accelerazioni e le frenate all'ultimo minuto sono fattori che condizionano la performance complessiva. 

Incuriositi tanto dalla tecnologia quanto dai pareri discordanti sull'applicazione delle nanotecnologie nel mondo moto, abbiamo deciso di testare il prodotto Fluip Pro Racing Bike Nanotech su tre differenti moto, in tre contesti diversi tra loro. Nello specifico, i test hanno coinvolto una Ohvale 160cc testata ad Ottobiano, una Kawasaki er6 in autodromo ed una v-strom 1000 k6 su strada e su sterrato. La scelta è ricaduta su queste moto perchè hanno in comune una caratteristica: il cambio non perfetto. 

 

Il test sulla piccola Ohvale è stato effettuato utilizzando due motori nuovi, identici, al fine di eliminare ogni variabile data dal motore più o meno rodato. Il propulsore dotato di olio Fluip ha evidenziato una maggior facilità a prendere giri e nell'inserimento delle marce; due fattori che, su un motore così piccolo, fanno la differenza sul cronometro. Dopo 30 ore di utilizzo, abbiamo scaricato l'olio, notando che nell'olio "tradizionale" fossero presenti maggiori residui carboniosi. La valutazione sulla maggiore quantità di residui carboniosi è stata fatta anche tenendo in considerazione le differenze possibili tra i due motori derivanti dalle tolleranze di produzione.

Il secondo test è stato effettuato su una Kawasaki er6 del 2009, caratterizzata dal motore bicilindrico frontemarcia e da un cambio tutt'altro che preciso negli innesti. Le prove sono state effettuate presso l'autodromo di Castelletto di Branduzzo e presso il Cremona Circuit; nel primo, vengono sollecitate le marce basse, mentre nel secondo è possibile usare abbondantemente tutte le marce e verificare la bontà dell'olio in fondo al rettilineo, dove si stacca dalla sesta alla seconda. Anche su questa moto, la precisione del cambio è sensibilmente migliorata e la staccata in fondo rettilineo, con cambi marcia piuttosto violenti, è stata meno problematica . Al minimo, si è potuta apprezzare una rumorosità meccanica inferiore, specialmente a freddo. 

 

L'ultimo test è, probabilmente, quello che ha dato maggiori soddisfazioni. Dopo aver percorso circa 6000 chilometri utilizzando l'olio Fluip, abbiamo riscontrato alcuni aspetti positivi, oltre a quello già riscontrati fino ad ora: minimo a freddo più basso (la V-strom con olio tradizionale aveva un minimo di 1500 giri, mentre con Fluip è a 1000 giri), minor dispersione termica (percettibile soprattutto durante la stagione estiva) e consumi leggermente inferiori (dati che stiamo tutt'ora verificando).

Il lato negativo dell'olio Fluip? Il prezzo: i prezzi oscillano dai 19,50 Euro per quello adatto alle moto 2 tempi, fino ai 24 per quello specifico per motori V-Twin.  Inoltre,al momento la rete di distribuzione è ancora poco sviluppata sul territorio; per questo motivo è è possibile acquistare l'olio Fluip online dal sito del produttore oppure dallo store online addittiviblue, dove si possono trovare prodotti tecnici adatti alla manutenzione ordinaria.

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