Test TVS RTX 300 Rally: la piccola adv tourer che pensa in grande

Gianluca Salina

TVS ha presentato la RTX 300, una adv tourer di 300 cc che si caratterizza per una dotazione elettronica da prima della classe. L’abbiamo testata sulle strade e gli sterrati della Toscana.

Il segmento delle adv-tourer è da anni il protagonista assoluto del mercato. Logico quindi pensare che ogni costruttore ambisca ad avere una o più presenze in quel segmento. Non fa eccezione TVS, marchio indiano arrivato da poco nel Vecchio Continente, ma decisamente conosciuto nel resto del mondo, dal momento è che il quarto produttore di moto del pianeta, oltre che depositario di una storia industriale che ha avuto origine nel 1911.

Partner di lungo corso di BMW, per la quale ha realizzato la piattaforma che ha dato vita alle G 310 GS e G 310 R, oltre che alle proprie RR 310 ed RTR 310, è sbarcata in Italia ed in Europa nel 2024 (TVS Motor, quarto produttore mondiale di moto, arriva in Italia), per fare il suo esordio l’anno successivo ad EICMA. A poco più di 24 mesi da allora e dopo aver festeggiato il traguardo degli oltre 100 concessionari all'ombra del Tricolore, la casa di Chennai introduce un modello completamente nuovo in gamma, la RTX 300 Rally.

Il numero nella nomenclatura è ovviamente riferito alla cilindrata ma, come hanno sottolineato gli uomini TVS, non ci sono punti in comune con le 310 già in listino, dal momento che la RTX è un progetto completamente nuovo e questo non vale solo per le sue componenti principali, motore e telaio, ma anche per tutto il resto consentendo alla moto, grazie alla sua dotazione, di strizzare l'occhio a modelli appartenenti a segmenti superiori.

Prima di proseguire è necessaria una premessa, che riguarda il fatto che, nel momento in cui si prova una moto di piccola cubatura, le valutazioni vanno ovviamente contestualizzate al segmento di mercato a cui il mezzo appartiene. Sgombrato il campo da ogni dubbio, passiamo ad analizzare la RTX, che abbiamo avuto modo di provare durante il lancio stampa internazionale che si è tenuto in Toscana.

Com’è fatta

La moto è una adv tourer dotata di una linea moderna ed in linea con gli attuali dettami stilistici del segmento. E' stata realizzata da TVS partendo, come detto, da un motore completamente nuovo, l'RT-XD4, un monocilindrico di 299.1 cc in grado di erogare 36 CV a 9000 giri/min e 28,5 Nm a 7000 giri/min dotato di iniezione elettronica e sistema ride-by-wire.

Il cambio è a 6 marce, assistito elettronicamente sia in salita che in scalata. Quickshift e blipper sono solo la punta dell'iceberg di una dotazione elettronica decisamente fuori quota, per una 300, a tal punto che, leggendo la scheda tecnica, la prima domanda che ci si fa è se non sarà troppo. Questo perché si hanno a disposizione anche quattro riding mode (Urban, Rain, Tour e Rally), Traction Control e Cruise Control.

Le funzionalità sono visualizzate su uno schermo TFT da 5 pollici dotato di connettività Wi-Fi e Bluetooth e che presenta feature di map mirroring per poter gestire la navigazione, la riproduzione musicale, i dati di guida, il controllo dell'eventuale Go-Pro utilizzata e, attraverso il sistema TPMS, anche il valore di pressione degli pneumatici, il tutto on-display.

Della moto ne esistono due versioni, la Essential e la Adventurer. Abbiamo provato la seconda, quella più completa a livello di dotazione e che, nelle intenzioni del produttore, è più all-round. La TVS RTX 300 si caratterizza per una forcella a steli rovesciati da 41 mm con 180 mm di escursione e regolabile sul singolo stelo (su unola compressione e sull'altro il rimbalzo, in un range di 30 click), realizzata da WP, che insiste su un cerchio da 19 pollici che calza un pneumatico 110/90.

Il disco freno è unico, da 320 mm di diametro. A dominare la parte anteriore è il cupolino con relativo gruppo ottico full LED sottostante, con luci DRL, completato da sovrastrutture importanti ma mai oversize, caratterizzate da un ottimo grado di finitura per il segmento, così come da materiali che restituiscono un feeling di qualità elevata. Il telaio, in tubi d'acciaio, è a traliccio, su cui è infulcrato un forcellone in alluminio.

Su di esso lavora un monoammortizzatore capace di una escursione di 180 mm, infulcrato su un forcellone alla cui estremità si trova un pneumatico 150/70 su cerchio da 17". La sella è sdoppiata, per passeggero e pilota, con quest'ultima che ha una altezza da terra di 835 mm, mentre la luce a terra è di 220 mm. Il serbatoio del carburante è da 12,5 litri, per una autonomia dichiarata di oltre 400 km. Completano la dotazione delle versione Adventurer della TVS RTX 300 le leve regolabili sul manubrio e gli agganci rapidi per valigie laterali e bauletto.

Come va

Il test si è svolto in Lunigiana, con il resort Il Ciocco che ha fatto da cornice, oltre che da campo base per tutte le attività legate al test. Un meteo ottimale, caratterizzato da sole e temperature che il buon Giuliacci definirebbe gradevoli, ha permesso di testare a fondo le caratteristiche della TVS RTX 300 che, a livello di impatto visivo, fa percepire di sè l'immagine di una moto di maggiori dimensioni rispetto a quelle reali.

La seduta è da classica adv-tourer, con la sella che restituisce un feedback improntato alla comodità. Il ridotto ingombro laterale nella zona terminale del serbatoio, il buon bilanciamento dei pesi ed il fatto che la RTX 300 pesa 170 kg ne permettono una agevole gestione. Questo avviene anche delle manovre da fermo e da parte di chi, quando veniva distribuita l'altezza, era a farsi una aperitivo. Una volta in sella ci si trova "a casa", come ormai avviene su tutte le moto moderne.

La larghezza del manubrio accentua l'impressione del controllo e, a livello di ergonomia, i comandi sono ben posizionati. A campeggiare è il display TFT che offre un buon livello di leggibilità anche in condizioni di luminosità difficile. Il cambio di setup dell'elettronica avviene per mezzo del blocchetto di sinistra, che consente di accedere alle varie feature offerte dal pacchetto di bordo che, come detto, è realmente completo per una moto di questo segmento.

Una delle prime cose che si notano una volta in movimento è un freno motore poco marcato. In sede di presentazione degli aspetti tecnici gli uomini TVS lo avevano anticipato, dal momento che si tratta di una specifica di progetto. I differenti riding mode sono avvertibili ma, comprensibilmente, non producono stravolgimenti nella risposta del motore, che ha un sound piacevole, con una rumorosità mai eccessiva.

Una citazione la merita il cambio elettronico, in grado di operare senza tentennamenti già da bassi regimi, dando il meglio quando si sale nella parte alta del contagiri. Uno degli aspetti che rendono interessanti queste moto è che si possono "usare tutte" praticamente sempre.  L'erogazione, grazie anche al ride-by-wire, è assolutamente smooth e l'on-off tipico dei monocilindrici risulta estremamente mitigato. I rapporti sono ben spaziati ed il tiro risulta apprezzabile.

Essendo in presenza di un motore comunque di piccola cilindrata occorre mettere in conto, almeno sui percorsi di montagna, di utilizzare con una certa frequenza il cambio. Come spesso avviene per i motori progettati nativamente per disporre di quickshift, anche sulla RTX 300 il feedback restituito è di una maggiore efficacia delle cambiate effettuate senza utilizzare la frizione.

Il rovescio della medaglia di questo aspetto è che ci si ritrova spesso… per non dire sempre, a guidare con il coltello tra i denti (sempre tenendo conto del segmento a cui appartiene la RTX 300). E' una modalità questa che la moto digerisce di buon grado, al pari di come lo fa con l'andatura da passeggio/turistica. A ricordare che ci si trova su una adv-tourer ci pensano le sospensioni.  La loro taratura è evidentemente pensata per un utilizzo turistico con il mono posteriore che si siede un po’ nelle aperture repentine del gas.

La ciclistica è sincera, al punto che verrebbe da pensare che possa essere in grado di ospitare anche un motore di cubatura maggiore di 300 cc. La nuova nata del marchio indiano evidenzia una propensione alla guida rotonda e scorrevole invece del tiro e rilasci continuo, oltre a dimostrare di gradire particolarmente percorsi che presentano curve in successione. Potenza e coppia sono superiori alla media della categoria, ma i consumi restano da moto di piccola cilindrata.

La norma infatti è leggere sul dashboard valori ampiamente superiori ai 30 km/litro. La RTX 300 di TVS non disdegna neppure di uscire dall'asfalto, a patto che non si affrontino percorsi in stile Hell's Gate. Strade bianche e, avendo la necessaria esperienza di guida, anche qualcosa in più, sono assolutamente alla portata della all-round indiana, che comunque non è nata per fare off-road estremo.

Il comparto freni consente una apprezzabile modulabilità, con l'anteriore che permette buone decelerazioni, aiutato da un posteriore (dove l'ABS è disinseribile) "vero" ed efficace. All'anteriore invece, l'ABS non è disattivabile e questo è una ulteriore conferma della vocazione prevalentemente stradale della moto. La comodità della app Smartxonnect e del mirroring on display e della offerta dal sistema di bordo eliminano la necessità di un carplay aggiuntivo.

Poi, si sa… l'appetito vien mangiando e, nell'utilizzo della TVS RTX 300, si scopre che il poter contare su una dotazione elttronica che prevede cruise control, riding mode, traction control e TPMS insieme è una comodità. Questo anche perché, una simile dotazione è fuori quota, oltre ad essere tutto quanto serve per poter effettuare qualsiasi tipo di utilizzo della moto, dagli spostamenti urbani, al turismo di coppia.

A chi si rivolge

La TVS RTX 300 si rivolge, se non a proprio tutti, almeno a molti. Motociclisti di ritorno, pubblico femminile piuttosto che neopatentati alla ricerca di un mezzo con cui esordire nel mondo delle due ruote, senza dimenticare chi nel garage ha già magari una o più maxi ma, trovandosi nella necessità di aggiungere una moto per il commuting urbano, vuole evitare di finire nell'universo scooter.

Conclusioni

La moto è bilanciata, divertente, con una dotazione molto ricca, specie a livello di elettronica (ma non solo), che costituisce uno dei maggiori valori aggiunti di questa moto, se  la si confronta con mezzi dello stesso segmento. Il motore è gustoso, con un bel sound ed ha consumi irrisori mentre la ciclistica è sana e permette di divertirsi  (ricordandosi che non è una maxi). Le sospensioni sono, all’anteriore, tendenti al confortevole nel setting standard, mentre la comodità in sella è decisamente buona.

La possibilità di montare valigie laterali e bauletto sfruttando gli attacchi di serie apre le porte ad un utilizzo su distanze che si allungano, rendendo la RTX 300 una potenziale viaggiatrice, in single o addirittura in coppia, anche per quanto riguarda il lungo raggio. Non si potranno fare i tratti senza limiti delle Autobahn tedesche a 200 all'ora, ma la moto supera i 140 km/h di tachimetro, cosa che consente di tenere medie dell'ordine dei 110 km/h e, ad esempio, l'altopiano anatolico percorso a quella velocità si attraversa in fretta. 😉

Ad un prezzo di poco superiore ai 5000 Euro (5290 per l'esattezza) per la versione Adventurer che abbiamo provato, che diventano 4890 per l'allestimento Essential, è difficile trovare di meglio. La crossover di TVS non è la più economica soluzione che si può trovare nel suo segmento, ma compensa con la dotazione e la qualità complessiva del progetto, candidandosi a protagonista per la sua fascia di mercato.

Casco: Nolan N70-2 X 06
Giacca: Spidi
Pantaloni: Spidi
Guanti: Spidi 
Stivali: Held Segrino GTX
Protezioni: Alpinestars
Underwear: SIXS

Luogo: Lunigiana – Italia
Tester: Gianluca Salina
Credit images/video: TVS Italia

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