Le crossover a tre cilindri non sono una novità. Per Triumph anzi, che su questo frazionamento ha costruito parte del suo successo, sono la norma. Di recente la cosa è divenuta valida anche per MV Agusta, che ha debuttato nel segmento delle adv tourer con la LXP, così come per alcuni produttori cinesi come Zontes, la quale ad EICMA 2024 ha presentato la ZT-703 F.
C'è però un'altra casa, che di recente ha affidato proprio alla piattaforma tricilindrica quella che si può considerare la sua rinascita, Yamaha. La casa di Iwata deve infatti molto alla sua prima 3c dell'era moderna, quella MT-09 che, uscita nel 2013, ha dato prima vita a tutta la gamma Master of Torque e poi ha di fatto originato una piattaforma da cui, oltre alla naked, sono nate la XSR 900), la Tracer 900 e, quest'anno la R9.
Se si osserva la gamma del marchio dei tre diapason e si confrontano le 700 con le 900, salta subito all'occhio la differenza: non c'è l'equivalente a tre cilindri della T7. Appure una T9 esiste, anche se non arriva dal Giappone, ma dall'Australia, dove una officina, la Purpose Built Moto, l'ha realizzata su ordine di un cliente, utilizzando come base una Tracer 900 (equipaggiata con il 3c di 847 cc).
Della moto originale è stato mantenuto, oltre al motore, anche il telaio ed il serbatoio, mentre tutto il resto è stato oggetto di profonda revisione, modifica, adattamento o addirittura realizzazione da zero. La forcella ad esempio proviene da una KTM 1190 Super Adventure, mentre il mono è stato realizzato ad hoc dalla Racing Tune, facendo uso di leveraggi adattati.
Il collettore è un 3-in-2 artigianale che sfoga poi in due terminali Yoshimura posizionati in alto, uno a destra ed uno a sinistra del codone. Sul fronte ruote, scelta totalmente in linea con i dettami dell'enduro, grazie ad un anteriore da 21 pollici e ad un posteriore da 18, mentre per il comparto freni il cliente che ha commissionato l'opera ha espressamente chiesto di mantenere il doppio disco anteriore, come in origine.
Completano il quadro un frontale in stile enduro con fari a LED e parti provenienti da un kit made in Italy realizzato per la T7 e i pannelli carrozzeria in lamiera realizzati a mano, il tutto per un peso complessivo di circa 200 kg, vale a dire qualche chilo in meno della Ténéré 700. Sconosciuto il prezzo della moto che, all'occorrenza, montando ruote e cerchi da 17, può trasformarsi in una supermoto.
Gli appassionati Yamaha la chiedono e la Purpose Built Moto ha dimostrato che il risultato finale è interessante. La casa di Iwata metterà in produzione una T9 industrializzata internamente, oppure lascerà che la Purpose Built Moto o qualche altra officina continuino ad essere gli unici realizzatori della moto? Una prima risposta l'avremo ai saloni autunnali (EICMA e Intermot).
Credit images: Purpose Built Moto

