Ducati Streetfighter V4 S 2025 vs Aprilia Tuono Factory 2025

Alessandro Bianchi

Una comparativa interessante le premesse lasciano presagire una dura battaglia: componentistiche allo stato dell’arte, elettroniche che rasentano la perfezione e motorizzazioni che dichiarano dati sconcertanti.

Una comparativa interessante che vede le due principali antagoniste Italiane confrontarsi nel settore delle super naked con motorizzazioni in configurazione V4.

Le premesse lasciano presagire una dura battaglia: componentistiche allo stato dell'arte, elettroniche che rasentano la perfezione e motorizzazioni che dichiarano dati sconcertanti.

La storia di questi due super mezzi non è recente e parte da molto lontano, è lunga e ci si potrebbe scrivere un libro, Quindi onde evitare di dilungarsi troppo ( anche perchè quì di carne al fuoco ce n'è tanta ) ci limiteremo di fare un breve recap di quelle che sono stati gli intenti e le finalità delle due case nel dar vita a questi progetti.

Aprilia nel 2002 diede vita alla prima Tuono R, con l'intento di proporre la RSV 1000 semispogliata dalle carene e con il manubrio alto, una super sportiva comoda e più easy, aprendo di fatto la strada alle naked ad alte prestazioni e lanciando il primo guanto di sfida in questo nuovo segmento.

La Ducati arrivò nel 2009 con la presentazione della prima Streetfighter 1098 che a sua volta derivava dalla 1098 Superbike che in quegli anni spadroneggiava nelle competizioni e visto il successo riscosso, il segmento si è implementato in un'inarrestabile ascesa, in cui i modelli si sono susseguiti di continuo a colpi di innovazioni tecnologiche fino ai giorni nostri.

Tra le due case Italiane possiamo affermare sicuramente che la più conservativa in termini progettuali è stata l'Aprilia, dove nel momento del passaggio dal bicilindrico al V4, il progetto Tuono è rimasto sostanzialmente invariato, focalizzandosi sul concept ciclistico e motoristico, perfezionando ed aggiornando annualmente l'equilibrio dinamico di questo mezzo, creando un netto distacco dai suoi competitors nel settore delle naked, specialmente in termini di efficacia.

Aprilia ha perseguito la strada del "cavallo che vince non si cambia" e ne ha avuto ben donde. Il telaio, cuore pulsante e cavallo vincente del progetto RSV4 nasce nel 2009 e da quel momento non ha subito stravolgimenti, ma solo una costante evoluzione dove nel corso degli anni l'ha portata a rasentare la perfezione ciclistica grazie al connubio con un propulsore capace di spalmare coppia e potenza in maniera straordinariamente uniforme in tutto l'arco di erogazione. 

Inoltre a differenza di Ducati e delle altre case, Aprilia non ha mai voluto perseguire la strada delle super potenze, focalizzandosi piuttosto sulla spasmodica ricerca del perfetto equilibrio dinamico al fine di conseguire la massima sfruttabilità in termini di efficacia in circuito, obiettivo pienamente raggiunto.

Difatti la Tuono V4 seppur appartenendo alla categoria delle Super Naked, si discosta e non incarna il concept della Fun Bike, piuttosto quello della super sportiva su cui è stato posizionato un manubrio a piega bassa. 

La storia di Ducati è stata differente, nel 2009 lancia sul mercato la prima Streetfighter 1098 che verrà prodotta fino al 2014, questa prima creatura si rifaceva alla 1098 Superbike in commercio, montando di fatto lo stesso propulsore capace di erogare ben 155 cv incastonato nel blasonato e plurivittorioso telaio a traliccio. 

Ma oggettivamente il progetto non riscosse il successo sperato, dovuto a quanto si dicesse, a delle quote ciclistiche troppo estreme che la rendevano ostica e difficile da guidare, in cui l'avantreno spesso tendeva a chiudere. Quindi nel 2011 fu presentata una nuova Streetfighter calmierata nelle quote, con un interasse ed un forcellone più lungo in cui il motorone da 1098 cc veniva congedato e sostituito con quello meno aggressivo e reattivo della sorella sportiva 848 11° Testastretta che presentava innovazioni in termini di erogazione, risultando molto meno ruvida ed appuntita e con meno cavalli per renderla più appetibile anche ad un pubblico meno avvezzo, collocandosi così nel segmento delle Fun Bike.

Ducati rilancia ed alza la posta in gioco !!

Passano gli anni e nel 2018 Ducati stupisce, mandando di fatto in pensione il glorioso bicilindrico che viene sostituito da un poderosissimo V4 di 90° che aprirà una nuova era nella storia motoristica del marchio. Capace di erogare ben 214 cv diventa la punta di diamante del marchio collezionando innumerevoli vittorie ponendosi così in vetta a tutte le classifiche.

Ovviamente, successivamente alla nascita della nuova Panigale V4, nel 2019 viene data vita alla nuovissima Steetfighter V4 che anch'essa ovviamente monteràlo stesso propulsore, pur un po' ingentilito, che origina la prima naked capace di erogare ben 208 cavalli !! Da quel momento sino ad oggi la super Streetfighter di Borgo Panigale si aggiornerà con ben altri due modelli, uno nel 2023 e l'ultimo nel 2025 dove la potenza salirà a ben 214 cv !!

Queste in sintesi le storie di questi due super mezzi, ora direi di provarli e parlare delle loro caratteristiche che le differenziano anche se di facciata appartengono allo stesso segmento.

Si comincia !!!

Ducati Streetfighter V4 S 2025, appena salitoci sopra rimango sorpreso da un'ergonomia perfetta, la posizione in sella risulta straordinariamente comoda, il manubrio molto aperto è vicino al pilota e non costringe il busto a protendersi troppo in avanti, da qui ne consegue una postura semieretta inaspettatamente naturale. 

Le pedane sono alte ma non troppo caricate indietro, ulteriore elemento che contribuisce all'ottenimento di un confort di guida straordinario. L'ampio manubrio porta ad assumere una postura d'attacco, dove gomiti e braccia sono ben aperti e protesi verso l'esterno, pronti a dare il via a qualsiasi tipologia di danza, trasmettendo un'inedita sensazione di controllo totale sul mezzo. Insomma una moto che induce l'istigazione a delinquere !!!

Solo che quì di carne al fuoco ce n'è tanta, forse troppa e quindi il mio timore reverenziale al cospetto dei mostruosi dati dichiarati in termini di coppia e potenza, mi inducono ad una guida molto prudenziale e conservativa, visto e considerato anche il fatto che questa nuova Streetfighter praticamente monta lo stesso identico motore della Panigale V4 solo con una rapportatura accorciata.

Ma i miei timori vengono subito smentiti da un mezzo che si dimostra sin da subito straordinariamente confidente e facile, in città si lascia guidare con una disinvoltura disarmante, l'erogazione nel traffico a bassi giri è quasi elettrica e millimetrica anche nei minimi dosaggi della manopola. E' incredibile che un mezzo di siffatta potenza ed esuberanza si possa guidare con una tale semplicità, al pari di un ciclomotore. Viene quasi da mettere in dubbio la veridicità dei dati dichiarati, ma state tranquilli che a distanza di poco ogni dubbio è stato abbondantemente fugato con piena ed ampia soddisfazione e nonchè stupore del sottoscritto.

Si guida sempre con una postura d'attacco comoda e naturale che però incita il corpo e la mente a commettere nefandezze, me ne accorgo subito nel momento in cui, fuori dal centro urbano, il traffico comincia a diradarsi, il motore mi incita ad allungare qualche marcia tra un semaforo e l'altro, e lì arriva la prima sorpresina !!! Scatta il verde, prima, subito la seconda …. allungo ……azzzzz…..terza, 8.000 giri arriva una cannonata, mi aggrappo al manubrio, in un attimo sono nell'iperspazio, sono disorientato il quickshifter spara le marce ad una velocità di un AK47 impazzito, vedo il semaforo in lontananza, in una frazione di secondo mi rendo conto che gli sono sotto, freno forte e per fortuna il missile obbedisce perfettamente senza sbavature al comando, gestito dal potentissimo impianto frenante Brembo Hypure !! 

Cavolo, penso tra me e me, ingannevole questa bestiola, perfettamente educata come un'impeccabile collegiale, riesce a comportarsi senza sbavature, mistificando perfettamente la sua indole nei più disparati ambienti di guida, ma rimane capace di spogliarsi delle vesti di timorata educanda e svelare la sua vera indole animalesca appena si solletica in maniera decisiva la manopola !!

Cosa mi viene di pensare ????? HANDLE WITH CARE !!!!!!

Vabbè, il primo approccio è stato diciamo parecchio emozionale, ora però mi dirigo verso i classici percorsi di test che utilizziamo per provare le varie moto. Comincio con i primi curvoni veloci del tratto della Via Salaria che si snodano sinuosi dopo Monterotondo, e viste le reazioni precedenti, capisco di avere a che fare con un motore da Superbike vera, che effettivamente non trova differenze con la sorella Panigale V4. Mi modero e cerco un primo contatto dinamico con questo mezzo, quì i curvoni sono veloci ed offrono un ottimo terreno per percepire il comportamento ciclistico a velocità medie.

La moto guidata a filo di gas in sesta marcia scorre che è un piacere, inoltre il cambio è un capolavoro, ti puoi tranquillamente dimenticare l'uso della frizione, anche a velocità basse funziona egregiamente. Arrivano le prime curve e comincio ad impostare dolcemente gli ingressi senza forzare. La moto risponde con altrettanta dolcezza e precisione inserendo e trasmettendo sicurezza ed appoggio. Rispetto alla versione precedente ora la moto ha acquistato fluidità e scorrevolezza.

Daltronde i cambiamenti effettuati su questa 2025 sono stati radicali e sostanziali, infatti il monobraccio è stato sostituito con un meraviglioso bibraccio in alluminio e le quote ciclistiche sono state completamente riviste e modificate alzando la moto specialmente nella parte posteriore, in modo da puntarla ulteriormente ai fini di un maggior feeling sull'avantreno.

Il tutto ovviamente rimane coadiuvato dal gommone posteriore da 60 che in termini di appoggio ed altezze dice la sua. Inoltre a completamento dell'opera è stato utilizzato il Front Frame della Panigale V4, alleggerito e reso più elastico grazie a due aperture ovali vicine al cannotto.

Eh sì, perchè la versione 2023 quando la provai risultava spigolosa, molto fisica da far girare e poco rotonda, con un avantreno poco comunicativo. Ora in modalità "filo di gas" la moto scorre docile e fluida tra le ampie curve, anche se è sempre opportuno tenere sottocchio il tachimetro. Le velocità a cui si viaggia senza accorgersene sono sempre ben oltre i limiti consentiti, il tutto grazie anche ad uno studio aerodinamico efficacissimo che malgrado le sue nudità strutturali, offre una più che soddisfacente protezione all'aria. 

Finalmente arriva il misto e quì si comincia a ballare, ovviamente nei primi ingressi sono entrato in modalità conservativa per vedere man mano come la moto si comporta progressivamente. Ora comincio a forzare il passo in crescendo.Negli ingressi scende veloce, apro manetta più deciso ed il motorone risponde istantaneo con una spinta costante tipica del Twin Pulse Ducati e malgrado un'erogazione resa ancor più lineare ed efficace grazie ad un'elettronica migliorata, la spinta è decisamente poderosa, il posteriore si schiaccia e l'anteriore percorre la linea di traiettoria impostata senza sbavature.

Comincio a divertirmi e aumento il ritmo, le quote e la sua altezza da superbike offrono un handling veloce, specialmente nei cambi di direzione, rendendola intuitiva ed agile, comincio a fidarmi ed aumento il passo malgrado mi aspettassi un anteriore più sensibile e preciso, ma il divertimento ed il poco impegno di metterla dove voglio a piacimento senza sforzo alcuno, ha la meglio sul mio polso.

Cambio modalità, ora entro forte, la prendo deciso e la butto giù, lei precipita a capofitto nell'ingresso curva, la imposto e comincio a percorrere aprendo il gas con decisione, il posteriore risponde con una spinta poderosa, ma sempre lineare e controllata, la curva tende a chiudere, quindi forzo sull'anteriore per seguire la traiettoria. Ora il passo è decisamente elevato, sento che il davanti non gradisce perdendo precisione, forse ho esagerato ma alla fine riesco a percorrere malgrado l'anteriore non mi abbia trasmesso una sensazione positiva .

Forse è l'asfalto freddo ed in alcuni tratti umido, ok, ci riprovo mantengo il passo bello allegro, arrivo su una curva a sinistra che conosco bene, pefetta per testare l'anteriore, entro lanciato e di nuovo la butto giù a schiaffo ….. ops, il davanti questa volta per un istante ha mollato, l'ho sentito chiaramente, ho preteso troppo, preso dalla foga di questa sua inedità agilità e rotondità di guida. 

Decido di proseguire con un passo meno serrato, propendendo per una guida fluida, in questa modalità è piacevolissima e divertente, il super motorone in uscita di curva se stuzzicato ti catapulta dentro la curva successiva alla velocità della luce. Per concludere, se messa a paragone con la versione precedente, il passo in avanti è stato esponenziale, tanto da poter asserire che trattasi di un'altra moto in termini di guida e di comportamento dinamico.

Ma rimangono alcune lacune a mio avviso irrisolte. L'avantreno non è molto comunicativo ed in un contesto guidato, l'agilità della moto e la velocità delle risposte dovute alle nuove quote, incitano ad un passo molto serrato, ma andando a forzare le chiusure, specialmente nelle curve a ferro di cavallo, l'avantreno perde di precisione risultando poco comunicativo con la probabilità di riservare qualche sorpresa in termini di perdite di aderenza.

Detto ciò nel complesso rimane un mezzo spaziale, dotato di una componentistica allo stato dell'arte, le sospensioni Ohlins 3.0 rispondono ad una logica di funzionamento ancora più evoluta e veloce. Ducati ha fatto centro dando vita ad una super naked folle da 214 cv, facile da guidare in tutti i contesti, grazie ad un'ergonomia che rasenta la perfezione, comoda anche nel traffico urbano ma specialmente divertentissima, capace di offrire una guida emozionale di altissimo livello, basta ricordarsi sempre di avere sotto al sedere il motore e quindi le prestazioni di una vera superbike !!! Okkio però che la sua facilità di guida può trarre in inganno !! Insomma la nuova Ducati Streetfighter incarna la sublimazione del concetto Fun Bike !!!!!

Aprilia Tuono 1100 Factory 2025, una naked dalle mentite spoglie. Quando la vedi pensi che non è cambiata, è sempre quella del 2011, sì, magari con grafiche nuove e con qualche ritocco estetico, ma la sostanza ed il cuore pulsante rimangono solidamente ancorati al 2011, stesso telaio, stesso forcellone, magari girato sotto sopra, e stesso motore, ma com'è possibile ??? Scopriamolo insieme !!

Se ti ci siedi sopra ad occhi bendati, potresti pensare di stare su una sportiva se non fosse per quel manubrio a piega bassa che ti ritrovi ad impugnare, per il resto altezza pedane ed ergonomia sono da sportiva pura. Inoltre quel manubrio posizionato lì, quasi a dar testimonianza che lei è una naked, non consente neanche una postura decentemente eretta, tanto da avere un gap minimo se paragonato ai semimanubri. 

Quando ci sali in sella e parti ti rendi subito conto che il confort è argomento da non prendere in considerazione, il manubrio è lontano dal busto e posizionato in basso, tanto da dover assumere una postura molto caricata sull'avantreno, cosa che negli spostamenti urbani la rende impacciata e poco fruibile al pari di una sportiva, grazie anche ad un motore che malgrado sia aumentato di cilindrata da 1077 a 1099 cc e malgrado sia stata anche migliorata nell'erogazione ed in tutto il comparto elettronico, rimane sempre ruvida e poco trattabile fino ai 3000 giri circa, mostrando chiari segni di insofferenza.

Insomma con suoi tartagliamenti ti fa capire di non gradire e di non essere consona ai percorsi urbani. Inoltre il ridottissimo angolo di sterzo aiuta a complicare le manovre da fermo ed a bassissima velocità. Quindi viste le premesse cerco di sbarazzarmi dell'intenso traffico romano puntando la prua verso i passi montani.

Fuori dal contesto cittadino appena le strade si fanno scorrevoli, il motore si riscatta e come per magia cambia radicalmente la sua timbrica cominciando a dar fiato ad un sound profondo e gutturale che regala una guida coinvolgente. Ora, girando la manopola più liberamente, la risposta del motore sopra i 3000 giri è pastosissima, ma l'inedita novità che stupisce è la comparsa di una poderosa coppia che già dai 3500 giri comincia a strapazzarti il fondo schiena palesandosi con irruente veemenza, con l'intento se assecondata, di spararti con forza crescente sino alla soglia degli 8000 giri. Caratteristica sostanziale e degna di nota che non compariva nel modello precedente !!

Nel veloce, la moto prende vita, l'impaccio ed i tartagliamenti improvvisamente svaniscono, lasciando spazio da subito ad una precisione ed una sensibilità di guida elevatissima che infonde confidenza e sicurezza. Ciò che stupisce è la comunicabilità e le risposte con cui il mezzo è capace di creare un'interazione costante moto/pilota. 

Il momento in cui elabori mentalmente la traiettoria ed il momento in cui le trasmetti il comando avviene con una simultaneità ed una precisione sconcertante, tanto da creare una sorta di connessione telepatica, ossia le due fasi, elaborazione ed azione, avvengono quasi contesualmente, dove pensi di mettere le ruote, lei istantaneamente reagisce con precisione chirurgica, divenendo il prolungamento della fase cognitiva, tale è la velocità e la naturalezza nella risposta. 

La sua estrema reattività non si traduce mai in nervosismo, sempre neutra ed equilibrata anche nei cambi di direzione più accentuati, permette dei piff paff a schiaffo in cui l'avantreno sebbene sbattuto con violenza, rimane sempre ben solido e comunicativo, permettendo di correggere errori e traiettorie senza sbavature e con precisione sempre milimetrica.

Negli ampi curvoni la stabilità è da riferimento ed anche a gas spalancato non accenna mai ad innescare movimenti sul posteriore malgrado il rapporto di coppia sia decisivamente più evidente. Più si forzano gli ingressi e più aumenta la percezione di stabilità e precisione ……un bisturi nell'asfalto !!!

Due curve tanto per capire: lasciata alle mie spalle Tagliacozzo mi dirigo in direzione Carsoli, l'andatura è fluida e scorrevole con il motore che borbotta a filo di coppia intorno ai 5000/6000 giri. Nel secondo tratto in discesa che precede Carsoli alcuni curvoni veloci sono abbastanza ostici poichè tendono a chiudere in maniera inaspettata.

Tratto di rettilineo e via prima curva a sinistra sul ponte del viadotto autostradale, la velocità è controllata, imposto e subito comincia una discesa dolce ed omogenea come le avevo chiesto, la parte finale chiude leggermente, aumento di poco l'andatura e scendo ancora qualche grado per completare la traiettoria al fine di uscire con un abbrivio maggiore. Esegue alla lettera !!

Arrivano subito una serie di curve in rapida successione, aumento il passo, le prime vengono fagocitate con disarmante disinvoltura e scorrevolezza, percepisco l'ottimo appoggio, gli angoli di inclinazione ora sono importanti, aumento ancora il ritmo, la sento più stabile e precisa, arriva l'ultimo curvone il più impegnativo prima di Carsoli, scalo due marce, imposto e comincio la discesa facendola scorrere con maggior velocità forzando leggermente l'anteriore nell'ingresso, lei risponde ed esegue sempre nella stessa modalità, non si scompone, percorro e lei scorre fluida, ora però arriva il punto in cui bisogna chiudere la seconda parte di questa lunghissima traiettoria.

Mi accorgo di essere un pelo troppo veloce, scendo ancora affidandomi all'anteriore per un'ulteriore chiusura, ma con un brivido sulla schiena sono costretto ad aumentare ulteriormente l'angolo di inclinazione, scongiurando una perdita di aderenza, ma con sommo stupore l'avantreno risponde con una capacità di percorrenza tale da poter girare su se stessa, quindi esegue senza indecisioni  portandomi fuori con inaspettata naturalezza !! Sconcertato mi avvio verso Roma consapevole di avere tra le mani un'arma da curve con i tratti caratteriali di una super sportiva !!

Esaminando qualche altro aspetto possiamo sicuramente affermare che l'erogazione di questo nuovo motore ha guadagnato tanto in termini di erogazione con particolare riferimanto alla coppia che ti spara con vigore fino agli 8500 giri circa, insistendo oltre sull''accelleratore, la risposta diventa lineare ma a mio avviso priva di un'effettiva efficacia, ossia, per capirci penso personalmente che il range di utilizzo ottimale su strada sia compreso tra i 3500 giri e gli 8500 giri, oltre non vedo benefici tangibili.

Gestione e controllo : possiamo asserire che la ricerca progettuale di Aprilia non persegue la rincorsa alle super potenze, piuttosto lo studio e l'affinamento per un perfetto equilibrio dinamico sono il target ricorrente che la contaddistingue, consentendo a chi ne è capace, una gestibilità ed una sfruttabilita totale in termini prestazionali, fattore non di poco conto. 

Ad ogni comando impartitogli risponde sempre con azioni prevedibili e proporzionate. Il paradigma azione e reazione è sempre gestito da un perfetto controllo dinamico funzionale al tipo di manovra che le si richiede. In poche parole un mezzo che offre i presupposti per creare un'interazione profonda con il pilota difficilmente riscontrabile su altre moto. L'elevatissimo feeling trasmesso è costante ed onnipresente in tutti i contesti di guida specialmente con ritmi elevati. 

Il tutto genera un mezzo che nonostante si presenti sul mercato con potenze inferiori rispetto alle case antagoniste, vedi Ducati e Bmw, e nonostante non abbia ritenuto opportuno adeguare l'impianto frenante Brembo con l'ultima generazione Hypure, idem per il comparto sospensioni Ohlins con le nuovissime 3.0, offre comunque uno straordianario rapporto qualità-prezzo, dimostrando in pista le sue straordinarie doti da supersportiva con ineccepibile efficacia.

 Inoltre qualità, e piacere di guida la fanno da padrona ponendola al vertice della categoria. Lo studio progettuale di un telaio vincente  considerato un'opera d'arte, se pur ormai più che datato, riesce sempre a stupire grazie ad un perfetto connubio armonico tra motore e ciclistica capace di stupire ogni volta che la si guida. 

Le differenze :

La Ducati Streetfighter è una naked che incarna il concept della Fun Bike, comoda, con un'ergonomia perfetta, versatile, facile da guidare anche nel fitto traffico urbano. Motore e cambio sopra le righe offre prestazioni da capogiro ma rimane comunque gestibilissima. Efficace sì, fino ma fino ad un certo punto, non è una super sportiva. Dotata di una doppia personalità, consente una guida fuori porta comoda e rilassata ma al bisogno sà trasformarsi in un mezzo decisamente impegnativo e sopra le righe.

Aprilia Tuono 1100 Factory è una naked sotto mentite spoglie, dotata di una semicarena ed un cupolino offre un ottimo riparo, le prestazioni sono da sportiva pura con un manubrio dritto, nel segmento delle naked è la più affilata, la sua efficacia in termini di guida è superlativa ed ineguagliabile. Nella categoria, primeggia tra i cordoli. Nel traffico soffre, sconsigliata nell'uso urbano. La postura è caricata in avanti come una sportiva, ovviamente non è comoda come le sue competitor Il motore soffre sotto i 3000 giri. 

Buona strada a tutti Biker's !!!!

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