Con il Bol d'Or 2026 andato in archivio lo scorso week-end si è concluso anche il mondiale EWC di quest'anno, ormai da tempo purtroppo confinato a sole quattro prove, con la vittoria di BMW sia nella prestigiosa gara francese, che nel campionato. La casa di Monaco di Baviera è al primo alloro mondiale dopo un inseguimento durato anni e sfumato l'anno scorso con un ritiro a meno di mezz'ora dalla fine della gara sul leggendario circuito del Paul Ricard che, tradizionalmente, chiude la stagione.
La casa dell'elica quest'anno non ha fatto sconti e, dopo un inizio travagliato a Le Mans, ha trionfato alla 8 ore di Spa, giungendo terza nella successiva 8 ore di Suzuka, prima volta sul podio per un costruttore europeo. Quel risultato è stato il prodromo del colpo grosso ottenuto a Le Castellet, dove BMW non vinceva dal lontanissimo 1960. La M1000RR guidata da Michael van der Mark, Steven Odendaal e Markus Reiterberger ha iniziato nel migliore dei modi il week-end mettendo al sicuro la pole (cosa che, per il sistema di attribuzione di punti dell'EWC, ne assegna 5 a chi la realizza).
La gara è stata poi condotta sempre in testa, compresi i passaggi cruciali allo scadere delle 8 e delle 16 ore e che, insieme alla vittoria finale, hanno fruttato 65 punti al BMW Motorrad Endurance Team, che ha così prevalso di soli 4 punti sul plurititolato Yamaha YART, giunto terzo al Bol d'Or, preceduto al traguardo da un altra compagine leggendaria, la Yoshimura SERT Suzuki, terza nella classifica del campionato.
Il marchio bavarese ha così salvato almeno in parte una stagione decisamente sotto tono per quanto riguarda il mondiale Superbike, dove Oliveira e Petrucci non stanno brillando, interrompendo l'egemonia dei costruttori giapponesi nel mondiale endurance che, finora, avevano vinto tutte le edizioni del campionato disputate dal 1980 ad oggi. Appuntamento ad aprile del prossimo anno con la 24 Ore di Le Mans, quando BMW sarà chiamata a difendere il titolo 2026.

