Test: portacellulari moto Optiline Chroma e Softcase by Lampa

Gianluca Salina

Abbiamo provato due combo portacellulari (custodia ed attacco) di Optiline, il brand di Lampa specializzato nei supporti smartphone per moto. Sotto la nostra lente di ingrandimento sono finiti il Chroma + U Type Pro ed il Softcase + Opti-bar Orbit.

Gli smartphone hanno, almeno in parte, sottratto mercato ai classici navigatori satellitari. Questo ha favorito, nel recente periodo, il proliferare di produttori e prodotti in grado di trasformare uno degli oggetti di maggiore uso in un fedele compagno di viaggio. Tra i player di questo settore del mercato questi c'è Optiline, un brand specializzato nella realizzazione di supporti per cellulari che fa capo ad un nome molto conosciuto nel campo degli accessori, non solo in ambito moto, Lampa.

Optiline è un marchio a sé, ma si potrebbe definire una divisione della casa madre creata ad hoc per coprire una nuova fetta di mercato nata nel recente passato. Nel dettaglio dei prodotti della casa di Viadana, la nostra attenzione è caduta su Chroma e Softcase, i supporti veri e propri, abbinati ad altri due articoli dell'azienda mantovana che sono, U Type Pro e Opti-bar Orbit, alias i fissaggi al manubrio per i portacellulari.

La ragione di questo dualismo non è casuale. Optiline ha sviluppato un brevetto, Duolock che, sostanzialmente è l'aggancio con il quale le due parti divengono un tutt'uno. Le basi di attacco disponibili si adattano ad ogni tipo di manubrio, mentre le custodie sono in grado di ospitare praticamente tutti i modelli di device in commercio, non solo oggi, ma anche in passato.

Anche se c'è chi continua a preferire i navigatori tradizionali, standalone o integrati con il sistema di bordo degli ultimi modelli, tutti i possessori di moto più datate, con una minima spesa possono ottenere la massima resa di avere un compagno di viaggio ugualmente efficace. Questo magari sfruttando le caratteristiche del cellulare rugged o comunque resistente all'acqua che già si possiede, oppure inserendolo in una custodia resistente a pioggia ed intemperie varie che si possono incontrare.

Per completezza di informazione bisogna in ogni caso soffermarsi sul fatto che navi e cellulare usato come tale non sono mutualmente esclusivi, anzi. Per lunghi viaggi è infatti sempre consigliabile avere entrambi, con uno che fa da piano B all'altro. Ci sono situazioni in cui, come recitava una celebre pubblicità, "due is megl' che uan", anche perché il "uan" di turno può cadere, smettere di funzionare per decisione propria o meno ecc ed è utile essere preparati ad ogni evenienza.

Dal momento che si usa il telefono per la navigazione, è fondamentale avere un equilibrio tra lo smorzamento delle vibrazioni prodotte dalla moto e la necessaria rigidità dell'intero pacchetto. Cambiano poi ovviamente le esigenze, in funzione dell'utilizzo che se ne fa. Una supersportiva o una naked ad alte prestazioni richiede probabilmente, anche (ma non solo) dal punto di vista estetico, una soluzione diversa da quella che si adotta, ad esempio su una adv tourer.

Optiline Chroma e Optiline U Type Pro

Base di attacco e custodia in questo caso fanno parte della Titan Series. Chroma è un supporto aperto, che favorisce la ventilazione del dispositivo. Questo è un aspetto importante, visto che gli smartphone, con la funzionalità GPS attiva, tendono a scaldare maggiormente. Il cellulare viene bloccato per mezzo di due alette tenute in tensione da due molle normalmente chiuse, che ne impediscono la fuoriuscita dall'alloggiamento.

U Type Pro è composto da due supporti semicircolari che si uniscono per mezzo di due bulloni, serrando al loro interno il manubrio. Degli adattatori consentono il montaggio su tubi che variano dai 22 ai 28 mm di diametro, mentre il meccanismo di ritenzione del cellulare è universale per tutti i device che hanno una altezza compresa tra 131 e 187 mm ed una larghezza fino ad 85 mm.

Anche lo spessore del dispositivo non è un problema, dal momento che vengono forniti a corredo degli adattatori in ABS in grado di compensare l'eventuale formato ultra slim del proprio telefono. Il montaggio è estremamente semplice e per il serraggio dei dadi forniti a corredo è presente una piccola chiave fissa. Una volta ancorata la base al manubrio, è sufficiente eseguire il bloccaggio di Chroma alla stessa.

La sfera gommata si occupa di filtrare parte delle vibrazioni, con l'accoppiamento testa-sfera che fa altrettanto. Il tutto è completato da una fascia di ritenzione che viene fissata al manubrio con del velcro e, grazie ad un piccolo moschettone, fornisce un ancoraggio supplementare e di di sicurezza. Di Chroma ne esiste anche una versione che permette la ricarica induttiva, qualora lo smartphone supportasse la tecnologia, peraltro ormai molto diffusa.

Il test è stato svolto lungo un itinerario abbastanza eterogeneo che ha compreso strade, sia in pianura che passi alpini, tra Italia e Francia, con un notevole assortimento di fondi stradali, dai più disastrati (in terra Tricolore) a quelli decisamente più "biliardici" del territorio transalpino. Ci siamo procurati di dare tutti gli scossoni ed il maggior fastidio possibile all'accoppiata di Optiline e pensiamo di essere riusciti nell'intento.

Nell'occasione abbiamo anche avuto la possibilità di provare le teste "EVO", che garantiscono vibrazioni ulteriormente ridotte. Si, ok ma… come va il tutto? Iniziamo con il dire che il cellulare lo abbiamo riportato a casa… sano e salvo. Scherzi a parte, l'accoppiata Chroma+U Type Pro se l'è cavata alla grande fino a velocità codice, nonostante abbia dovuto contrastare asperità che, nostro malgrado, in alcuni casi sono state delle vere e proprie voragini, quanto piuttosto asfalti davvero accidentati.

Non esistono buche, accelerate come se non ci fosse non solo un domani ma nemmeno un oggi, piuttosto che staccate furibonde o destra-sinistra-destra-sinistra-des… (ci siamo capiti, no?) o sbacchettamenti vari che possano mettere in crisi il pacchetto. In più, la possibilità di ruotare di 360° l'attacco consente di tenere lo smartphone sia orientato verticalmente che orizzontalmente.

Le nuove teste consentono effettivamente di limitare ancora di più le vibrazioni, ma anche le precedenti offrono un comfort più che buono, assicurando sempre la lettura delle informazioni sul display, una operazione che inevitabilmente dura pochi decimi di secondo, nei quali tutto deve essere immediatamente intelliggibile. Il distacco del cellulare una volta parcheggiata la moto è quanto di facile ci possa essere ed idem dicasi se si vuole separare la base di attacco dalla custodia.

Optiline Softcase e Optiline Opti-bar Orbit

Smessi i panni un po' più teppistici, viene il tempo di indossare quelli dello zio viaggiatore. Cambiano logicamente contesto, esigenze e prodotto da testare. In questo caso si è optato per il Softcase di Optiline, una soluzione classica che consiste in una cover semirigida in cui infilare il cellulare, chiusa con due cerniere waterproof ed in grado di ospitare, al suo intenro, cellulari con dimensioni massime di 170 mm di altezza e 85 mm di larghezza.

Se con una sportiva o una naked può certamente capitare di prendere acqua mentre si viaggia, con una adv tourer, specie in certe zone, la presenza di pioggia, così come sabbia, polvere e chi più ne ha, più ne metta, è praticamente una certezza. Ecco così che il Softcase calza a pennello per questo tipo di applicazioni. Nel caso specifico si è deciso di abbinarlo alla base d'attacco Opti-bar Orbit, che viene fornita con una chiave a brugola per il serraggio dei bulloni e due coppie degli stessi, una più lunga ed una più corta, in funzione del diametro del tubo su cui si andrà a fissare il tutto.

Stabilito di montare il supporto sul braccetto dello specchietto retrovisore, è bastato utilizzare i bulloni più corti, accoppiandoli ai distanziali (che fungono anche da proteggi vernice) e la prima parte del lavoro è completata. Prima del serraggio si infila nel link la parte che contiene l'attacco Duolock che abbiamo già imparato a conoscere, quindi si serra, avendo ovviamente cura di posizionare il tutto in modo da renderlo il più efficace possibile.

Il Softcase viene fornito insieme a due differenti spessori in neoprene che servono a far aderire lo smartphone al retro della cover, in modo da prevenire movimenti. E' vero che a cerniere chiuse il telefono non va da nessuna parte ma, specie se quest'ultimo è sotto carica a mezzo del cavo che entra dalla parte inferiore della custodia, è meglio evitare ogni tipo di movimento, per non compromettere il connettore interno.

La particolarità del Softcase di Optiline è la mancanza di una cover aggiuntiva che invece fa parte della dotazione di alcuni prodotti concorrenti. Se questa da un lato può sembrare una mancanza, in realtà è un valore aggiunto, specie in ottica leggibilità dello smartphone. Un conto infatti è avere una pellicola plastica trasparente attraverso cui leggere, magari sotto la pioggia battente, e poter continuare ad utilizzare le funzioni touch del dispositivo, un altro è averne due, di pellicole.

In svariati prodotti dei competitor infatti, oltre a quella del case c'è anche quella della protezione morbida aggiuntiva, che magari si deforma sotto l'azione del vento. Troppo catastrofista? Tutte situazione sperimentate in prima persona, purtroppo o per fortuna non l'ho ancora capito. Inserito il cellulare all'interno, si aggancia la custodia alla testa, si assicura il tutto tramite il nastro di sicurezza che, anche in questo caso, viene assicurato al manubrio tramite velcro ed è tutto pronto.

Il Softcase presenta inoltre, al suo ninterno, tre pratiche tasche posizionate sul dorso della custodia, che consentono di tenere a portata di mano una carta di credito, la patente o altri oggetti sottili e poco voluminosi. Il primo test si è svolto con un meteo splendido-splendente, ideale per verificare la leggibilità del cellulare durante la navigazione. Ovviamente questo dipende anche in parte dall'illuminazione del display del telefono, ma la presenza della aletta parasole, ormai comune a tutti i prodotti di questo tipo, è un aiuto in più. L'eventuale surriscaldamento del dispositivo, situazione che peraltro non si è mai verificata, può essere limitato lasciando lievemente aperta una delle due cerniere, un qualcosa da evitare ovviamente con la pioggia.

Partire da casa già sapendo di prendere acqua non è mai il max ma, in questo caso è stato per una buona azione. Dopo la prima uscita con il solleone, si è attesa una giornata di quelle che viene da chiedersi se ci si trova ad inizio estate o in autunno inoltrato, da fine novembre, per capirsi. Anche in questo contesto, il duo Softcase/Opti-bar Orbit ha dimostrato, da un lato il valore della base di attacco.

Una volta serrate i bulloni con le due sfere in gomma nella giusta posizione, non c'è più verso di muoverle. Allo stesso modo, il Softcase, oltre a consentire l'utilizzo dello smartphone come navigatore o anche come telefono stesso (questo a moto ferma però, eh? 😉 ), lo protegge al meglio anche dalle intemperie. Di acqua se n'è presa a iosa e, ad un certo punto, scendendo dal Col de la Croix de Fer, per non farsi mancare nulla, abbiamo anche provato l'emozione di una grandinata ma, anche in quel caso, il fido cellulare a casa è tornato sano, salvo ed asciutto.

Conclusioni

Sembra scontato che un oggetto in apparenza così semplice come un portacellulare debba funzionare ma, in realtà, non è così. Se ci sono troppe vibrazioni non si legge un tubo, mentre lo zero assoluto di vibrazioni può mandare a banane giroscopi e sensori vari (gli iPhone sono i più sensibili da questo punto di vista). Come spesso si dice dunque, la virtù sta nel mezzo.

I Chroma e Softcase di Optiline che abbiamo provato questo mezzo lo realizzano in pieno. Si muovono quel tanto che serve ad assorbire una parte di vibrazioni, ma senza pregiudicare la leggibilità del dispositivo che ospitano. Il Chroma, grazie al meccanismo di ritenzione del del telefono, è di una praticità imbarazzante anche quando si vuole sganciare il device.

Stesso discorso dicasi per il Softcase, il cui principio è quello classico della custodia. La figata è che, data la presenza dell'aggancio Duolock, i componenti sono scambiabili. Oltre alle accoppiate Chroma/U Type Pro e Softcase/Opti-bar Orbit sarebbero possibili la Chroma/Opti-bar Orbit e la Softcase/U Type Pro. Entrambi questi prodotti di Optiline, anche grazie alla bontà degli attacchi, si sono dimostrati, sul campo, degli accessori di cui vale la pena mettere in conto di dotarsi, anche in virtù dei costi contenuti che hanno.

Prezzi aggiornati

Si ringraziano Optiline e Lampa per aver messo a disposizione il materiale oggetto della prova.

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