La famosa frase che ormai spesse volte riecheggia nei dibattiti tra motociclisti è :“ La strada non è una pista !!!” alcune volte in termini sarcastici e di scherno, in altre con accese diatribe di rimprovero e/o disapprovazione.
Ora, mi rendo conto che il politically correct ultimamente è divenuta una moda virale che ha imperversato ed imperversa indistintamente un po’ in tutti i contesti sociali e diciamolo chiaramente, dietro a questa esacerbazione di finto perbenismo è manifesto il malcelato intento di riscattare a tutti i costi consensi o ragioni nelle più disparate argomentazioni.
Si parte dal sociale, per finire alla politica dove ne prende spunto il nome. Detto così sembrerebbe un nobile intento volto a migliorare le dinamiche comportamentali della collettività, finalizzando un orientamento culturale basato sul rispetto verso il prossimo.
Il concetto si manifesta in molteplici connotazioni sociali correlandosi al rispetto delle regole nei confronti delle varie e più disparate attività che partono dai rapporti interpersonali per finire all’interazione con la collettività.Quindi sembrerebbe tutto bene, se non fosse che in alcuni contesti la cosa a mio avviso è sfuggita di mano degenerando clamorosamente,
Un’antica locuzione Latina che riporta una famosa frase dell’etica Nicomachea di Aristotele recita :” In medio stat virtus !!”Insomma già al tempo un tal filosofo Greco di nome Aristotele aveva le idee ben chiare asserendo che la virtù, ossia la validità di un concetto o di un’idea risiede nel mezzo di una linea delimitata agli opposti dagli estremi concettuali !! Parlando potabile e tralasciando la filosofia Greca torniamo con i piedi sulla terra e riprendiamo la guida in moto………..cosa c’entra il Politically Correct ???
Spiego subito, ahimè, noto con stupore che specialmente sui social, si è creata una vera e propria categoria, una giuria, anzi un popolo di accaniti magistrati moralizzatori, pronti ad intervenire scagliandosi contro qualsiasi foto o filmato venga postato, andando alla ricerca del dettaglio da condannare o recriminare che può risiedere in un abbigliamento giudicato non consono, un casco non idoneo, una postura sbagliata, una traiettoria errata per arrivare addirittura a criticare la scelta della moto o anche, come mi è capitato di leggere, critiche e giudizi riguardo il colore del mezzo !!!!
Siamo al grottesco !!! Statisticamente ho notato che i magistrati redentori più radicali ed intolleranti sono di età anagrafica abbastanza adulta, intendo tra i 50 ed i 60 anni, ma non mancano neanche i giovani apprendisti moralizzatori, che carichi a molla, in forza delle loro teorie, si scagliano con proselitismi vaneggianti puntando il dito contro il malcapitato di turno che ignaro ed in buona fede ha osato postare la foto o il filmato da condannare.
Inoltre moltissimi, anzi la maggior parte dei soggetti che appartengono a codesto collegio giudicante è formato da persone che nella fattispecie di moto sanno poco o nulla, taluni neanche la posseggono, magari però sono membri o soci di qualche circolo bocciofilo o partecipanti ai tornei di briscola rionale, ma tutti si ergono a giudici di grande saccenza, dispensando consigli e metodi di guida da adottare nei più svariati contesti e situazioni.
Poi però laddove fossero possessori di una moto, sono quelli che te li ritrovi a viaggiare a 40 km/h al centro della carreggiata, tagliando le curve sulla mezzeria e magari piantando i freni improvvisamente per sentirsi in "sicurezza". Questi, ahimè poi sono quelli che causano la maggior parte degli incidenti.
Mentre chi è lo smanettone vero, il motociclista incallito che viene tanto demonizzato ???? Sono quei personaggi coreografici che vengono fedelmente rappresentati nei fumetti di Joe Bar, e qui in Italia ne abbiamo tanti che fregiandosi di appellativi e soprannomi stravaganti, stanno ad indicare le loro storie o la loro leggenda : Il Principe della Tiburtina, Er Pantera, Lo Scorpione, Er Cecato , Er Tittarella etc.
Sono quei motociclisti anticonformisti che intrisi e corrosi di sola pura passione, non seguono le mode e indossano vecchie tute di pelle rabberciate e rattoppate che stanno ad indicare i molteplici assaggi con l’asfalto !! Non proprio dei lord, caratterizzati da una guida frizzante e direi bella croccante, sicuramente un po’ sopra le righe ma comunque tutto si può dire tranne che non sappiano guidare, sicuramente veloci dove possono, ma sempre all’interno della loro carreggiata.
Dunque oggi è in nome del politically correct che si giudica e si critica aprioristicamente il mezzo e chi vi sta sopra, ma vorrei ricordare a quei cari moralizzatori che la moto è sinonimo di libertà ed anticonformismo, rappresenta ed incarna il riscatto e la ribellione proprio da quei dettami di perbenismo che ci omologano e ci appiattiscono senza distinzione. La moto rappresenta una filosofia di vita, una strada alternativa al conformismo, scevra da schemi e imposizioni dove irriverenza, ribellione e senso di evasione, evocano i ricordi e le narrazioni dei Teddy Boy's , l'essenza del viaggio senza meta, della libertà di Easy Rider, dei giubbotti di pelle, della puzza di benzina e del grasso sulle mani.
Il politically correct non può imbrigliare una filosofia di vita basata sulla libertà e l’evasione dagli schemi, sono due concetti antitetici, diametralmente opposti che non hanno nulla da condividere !!!
Piuttosto vorrei invece ricordare, facendo presente ai moralizzatori , che la moto spesse volte è un farmaco utilissimo, una terapia, capace di stimolare le ghiandole surrenali alla produzione di copiose scariche di adrenalina alternate a dosi di endorfine che generano uno stato di benessere capace di risanare le ferite dell’anima.
Concludo che il motociclista a mio avviso debba essere anche un po’ rude e cafone, fa parte dell’indole e della filosofia di chi sceglie la moto come stile di vita, Joe Bar docet ! Facendo centro su uno stereotipo intramontabile che non potrà mai incarnare la figura di una timorata educanda, e che quindi lasciarsi andare a qualche bel traverso o a qualche bella impennata in uscita di curva ed ogni tanto ritornare a casa con le mutande da cambiare fa parte dell’indole di chi vive veramente la passione della moto !!!
A coloro che giudicano e puntano il dito esprimendo dissensi e disapprovazioni in nome del politically correct, di fronte ad un’impennata o ad una bella piega, consiglio caldamente di smettere di farsi le pugnette mentali di fronte ad una tastiera e di mettere il culo sulla moto e cominciare a macinare chilometri, ammesso che abbiate anche la moto !!!
Meno chiacchere e più gasssssssss !!!!!!!!
Buona strada a tutti Biker’s …………… quelli veri !!!!!!!
