Ricordi : Vallelunga, una quarta gara di Campionato da non dimenticare !!!!!

Alessandro Bianchi

Ricordi : Vallelunga, una quarta gara di Campionato da non dimenticare !!!!! Il tutto succedeva nel lontano 1986, nel cuore della quarta prova del Campionato Italiano che si svolgeva a Vallelunga con le Yamaha RD 350 LC

Campionato Italiano Sport Production anno "1986" classe 350

Ebbene sì, il tutto succedeva nel lontano 1986, nel cuore della quarta prova del Campionato Italiano che si svolgeva a Vallelunga con le Yamaha RD 350 LC. A quei tempi il sottoscritto partecipava con grandi progetti e speranze, motivato da un'irrefrenabile desiderio di affermarmi e vincere presentandomi così sin da subito con un esordio movimentato e degno di nota.

                                             

Difatti alla prima di campionato, a Magione, dopo un'agguerritissima battaglia tra i primi quattro piloti, tra cui il sottoscritto, svoltasi non proprio nella massima correttezza ( ma al tempo era la regola ) e dopo aver condotto più di metà della gara in testa, ahimè, a causa di un dritto chiudevo in quarta posizione.

I miei avversari erano tutti forti ed altrettanto agguerriti, molti di loro infatti poi hanno proseguito diventando nomi noti nelle competizioni. Mi riferisco a Baldassarre Monti di Casalmaggiore che proseguì poi la sua carriera nella Superbike nella squadra di Marco Lucchinelli per poi passare con il Team Rumi dove vinse il campionato Italiano Superbike e Michele Valdo che proprio in quell'anno poi si aggiudicò il titolo italiano ed ottenne successivamente ottimi risultati correndo anche nel mondiale 500 GP .

E poi c'eravamo noi, quelli de Roma: io, Giuseppe Molteni, con il quale gareggiavo nello stesso team Moto Special ( fondato inizialmente dall'amicizia creatasi tra me il Molteni ed un'altro amico, azienda che successivamente poi si affermò con ottimi risultati nella fornitura della carene in vetroresina nei vari trofei monomarca Aprilia, Honda etc. fornendo anche parti speciali per moto da corsa, tra i quali per un breve periodo i famosi ammortizzatori ad aria Double System di Silvano Bellapatrona, chi ha età e memoria sicuramente ricorderà qualcosa !! Tengo a precisare che il sottoscritto, grazie alla propria stupidità adolescenziale, abbandonò la partecipazione nell'azienda e nel team dopo poco tempo. Quindi sottolineo che la crescita esponenziale e tutti i successi commerciali ottenuti sono stati merito di Giuseppe Molteni che oltre ad essere un'ottimo pilota ha dimostrato uno straordinario senso imprenditoriale ) e poi c'era il grande Paolo Castrichini, a dire il vero ci sarebbe anche un'altro pezzo da 90, ossia Marco Degli Esposti che quell'anno non corse, (poiché in quello precedente si aggiudicò il titolo Italiano e per il regolamento del tempo non poteva ripresentarsi nello stesso campionato) stampando anche il record a Vallelunga con un incredibile 56,7, tempo marziano, rimasto ovviamente imbattuto nella categoria !!!

A Vallelunga a quel tempo si girava sul corto ed in quell'anno i forti nella classe 350 eravamo noi, ci separavano solo pochi decimi o centesimi di secondo sul cronometro e ciò diede adito ad un campionato combattuto ed infuocato !!! In più il sottoscritto si palesava come l'esordiente da battere, specialmente nella pista di casa !!!

Ed è quì che entra in gioco l'amico ed al tempo il mio più grosso antagonista, Paolo Castrichini !!! Ebbene sì, il grande Paolo ancora ad oggi è un gran bel pilota, ma al tempo era veramente forte, famoso per la sua simpatia e vocazione al cazzeggio sfrenato, ma quando si abbassava la visiera, non ce n'era per nessuno, si trasformava in un avversario temibile e tremendamente coriaceo, capace di rischiare il tutto per tutto dando vita ad imprese e gare con rimonte e risultati epici !!!!

Ovviamente ne avevo sentito parlare tantissimo e per me che ero di Roma, era l'avversario numero uno con il quale confrontarmi !!! Durante la stagione di preparazione non ci eravamo mai incontrati in pista, ma nelle prime gare avevo avuto modo di vedere il suo immenso talento !! La gara di Vallelunga dunque per me rappresentava l'occasione per confrontarmi e dimostrargli che avrebbe avuto un avversario capace di creargli dei bei grattacapi specialmente nella pista di casa che conoscevo a menadito e dove nelle prove libere riuscivo a girare sul passo di un 58 alto, che credetemi era un gran bel tempo.

                                                       

Prove ufficiali:

Bene, arriva il fatidico giorno, intravedo il mio antagonista da lontano che parlava e scherzava con altra gente, a Roma era fortissimo e conosciuto, quindi era particolarmente rilassato e sereno anche se ad onor del vero, quando era in abiti civili era ed è a tutt'oggi un simpaticissimo buontempone, capace però di resettarsi trasformandosi nel più temibile degli avversari appena indossato il casco !!

Torno al camper e finisco di aiutare a mettere fuori le moto e tutta l'attrezzatura.

Dopo un pò di tempo comincio a sentire il megafono che chiama la mia categoria !!! Il cuore comincia a battere, è arrivato il momento !!

Mi dirigo a testa bassa nel camper ed indosso la tuta pronto per le prove ufficiali, il mio direttore sportivo mi guarda e mi chiede " Che fai ?? Già ti prepari ?? Non vuoi aspettare un pò ?? Ti vedo pensieroso, è successo qualcosa ?? " ed io " No, no nulla, è che vorrei entrare subito !!" Dopo pochi minuti sono pronto, esco con indosso il casco e mi dirigo verso la mia moto, salgo deciso e faccio per dirigermi verso l'ingresso, in quel momento il mio direttore sportivo, ad oggi l'amico Emilio Trontelj, mi blocca la spalla ( altro campione di cazzeggio sfrenato ), mi guarda negli occhi, percependo che qualcosa non torna e mi dice con voce stentorea " Aò, ma che caxxo ciai ?? Comunque ascolta a me, ora entri rilassato, primo giro scaldi tranquillo, secondo giro allegro e ti mantieni su un 59 alto, poi quando ti dico io provi a forzare un pochino e mi scendi a 59, guarda la tabella che poi ti dico io quando cominciare a spingere, ma solo per un massimo di due giri, chiaro ???? Aò me sò spiegato ?? Non devi strafare domani abbiamo la gara !!! Aò guardame ecchecazz !!! Ci siamo capiti ?? Ma che ciai in testa ?? Non ti fà venì idee strane, che hai visto Castrichini ??? Senti a me, ora entri e se ti passa vicino non lo devi neanche guardare, fallo passare e fai esattamente il caxxo che ti ho detto chiaro ??? " ed io " Si si tranquillo, non ci pensavo mica !! " e lui " Seeee non ci pensavo …… aò te lo ripeto niente caxxate, devi guardà me e quello che ti scrivo sulla tabella !!! Chiaro ?? " ed io " si, si tranquillo !!" ……………ma si sà che tranquillo ha fatto una brutta fine !!!

Si entra…

Sono di fronte all'addetto che ci fa entrare scaglionati, ma io con gli occhi lo cerco, non lo vedo, guardo nel circuito e buttando l'occhio verso il semaforo ……. tac lo vedo, si si è lui !!! Lo vedo, sta facendo il Tornantino, eccolo, prima della Esse, seconda della Esse, piccolo rettilineo e via verso l'imbocco della Roma, ho il cuore in bocca mi faccio avanti per entrare subito, ora.

L'addetto che mi conosceva bene, mi riconosce e mi fà cenno di entrare, in quel momento sento che arriva dal rettilineo Paolo, prendo abbrivio e il primo sbandieratore mi fa cenno di entrare !!! entro subito bello forte, sapendo che da dietro stava arrivando, imposto la Viterbo e a metà percorrenza, me lo sento dietro, penso che lui avesse già almeno un giro alle spalle, in quel momento non ho pensato più a nulla, le gomme fredde, le istruzioni di Emilio, nulla !!! Il bello dell'adrenalina è che ti spersonalizza dissociandoti completamente, non sei più nessuno, non hai più ragionamenti, identità o memoria di ciò che sei e che devi fare, è un anestetico potentissimo e pericoloso, perdi le percezioni e le sensazioni fisiche e purtroppo questo è stato sempre uno dei miei grossi punti deboli !!

Adrenalina alle stelle !!!

Arriva e mi passa a metà della Viterbo, aveva un bel passo, ma ovviamente non stava ancora assolutamente forzando, mi metto subito dietro a lui, brevissimo rettilineo prima della staccata del Semaforo, mamma mia che spettacolo averlo ora finalmente davanti a me, aveva uno stile inconfondibile, malgrado la sua alta statura e la robusta corporatura, era perfettamente integrato nella moto, il suo stile era pulitissimo, frenava poco ed entrava fortissimo senza sforzi evidenti, i suoi movimenti erano impercettibili, ma tremendamente efficaci. Forzo un pochino l'ingresso del semaforo per non lasciarlo andar via, e sento il posteriore che perde aderenza, non do importanza alla cosa e mi butto a capofitto dietro di lui. Con un'efficacia sbalorditiva percorre il semaforo ad una velocità di percorrenza a cui non riesco a star dietro, esce come un proiettile e dopo mezzo secondo era già sdraiato a metà percorrenza nel Tornantino !!! Cavolo quanto è veloce, non riesco a pensare, non rifletto l’unico obiettivo è prenderlo, non farlo andar via, ma le mie gomme sono fredde e non tengono, sento che in uscita del semaforo mentre sono ancora piegato anticipo l’apertura del gas nel tentativo di prenderlo e per la seconda volta la gomma mi avvisa che non è ancora pronta ( ovviamente di Traction Control nel lontano 1986 neanche l’ombra)!! Altra bella perdita di aderenza che mi scompone il posteriore, le gomme che si montavano al tempo ad oggi farebbero inorridire anche la più scadente delle gomme stradali, tutti nel campionato usavamo al posteriore Michelin TG22 e all’anteriore sempre Michelin ma il TF 11, che era una gomma da bagnato, poichè a detta di qualche profeta , malgrado avessero due disegni totalmente differenti, l’anteriore era dotato di una mescola più morbida da cui ne scaturiva una miscellanea alchemica miracolosamente vincente alla quale bisognava soltanto crederci !!! Ma vi garantisco che la morbidezza della mescola era al pari di un buon legno di frassino stagionato !!

Mentre mi impicco per entrare nel Tornantino, Paolo è già all’ingresso della prima Esse ……… porca miseria si sta allontanando in totale scioltezza e senza la minima fatica !! Ma dalla parte mia ho il vantaggio di essere ben imbevuto di adrenalina e del fattore sorpresa, quindi con la moto che giustamente rispondeva con svariate perdite di aderenza ad una guida già così tirata in così poco tempo, riesco a togliermi la prima e la seconda della Esse e riprendergli un po’ di metri.

Ingresso della Roma:

Paolo entra velocissimo e sbattendo giù la moto percorre una traiettoria perfetta e senza sbavature, gestendo egregiamente il lieve pompaggio del posteriore innescato da un piccolissimo avvallamento a centro curva, che solo chi è di casa conosce bene. Nel vederlo guidare oltre al suo immenso talento, realizzo chiaramente che quella pista è davvero casa sua, malgrado non stia forzando il passo capisco dalle sue percorrenze e dalle traiettorie pulite, quanta dimestichezza e familiarità abbia qui a Vallelunga, sicuramente più di quanto mi aspettassi !!!

Comincia il rettilineo, ormai nel bene o nel male il primo giro è andato, mi sono avvicinato ancora. All’uscita della curva Roma, Paolo ha già capito tutto, sentendomi dietro si volta e mi scorge ……….. il duello ha inizio !!!

Paolo, il mio avversario che ora ho di fronte, cambia guida, con un piccolo sussulto si chiude bene in carena e cambia decisamente passo, la sua postura ora è più contratta, percepisco chiaramente il suo intento di non farmi passare, sa chi sono ed ha capito il mio scopo !! Il dado è tratto !!

Mi metto dietro di lui e gli entro in scia, quando con la coda dell’occhio passiamo tutti e due di fronte ai box chiusi in carena ed alla massima velocità, vedo Emilio, il mio direttore, che incredulo e disperato sporgendosi completamente dal muretto, mi sbraccia facendomi cenni di rallentare !!! Ancora ad oggi quando glielo ricordo ride riportandomi nel dettaglio tutte le imprecazioni con particolare dovizia in riferimento alla mia ignota provenienza imputata al più antico dei mestieri materni ed ovviamente insieme a tutte le bestemmie lanciatemi !!!

La staccata della Viterbo arriva in un lampo, io gli sono in scia e voglio passarlo esterno, esco di lato e provo l’attacco, ma a ripensarci oggi quella manovra fu dettata da un delirio di onnipotenza dovuto all’esuberanza ed all’eccesso di adrenalina.

Mi affianco a lui anche se era più avanti rispetto a me ed entrambi ritardiamo la staccata, onestamente non ho ben chiari quei momenti, ma ricordo solo che Paolo staccò dentro la Viterbo, cosa che non mi permise di passarlo, non so come fece ma riuscì a fare una staccata da brividi, ovviamente rimasi dietro e mi accodai sulla sua stessa linea di traiettoria.

Eravamo entrambi entrati fortissimo ma lui più di me, mettendo subito in chiaro le carte in tavola. La percorrenza della Viterbo avviene con la stesso ritmo di un primo giro di gara, ormai al povero Emilio non rimaneva che assistere impotente a quello che sarebbe stato l’epilogo di un evento ahimè, più che prevedibile .

Usciamo dalla Viterbo come due proiettili e via verso il Semaforo, ora riesco a stargli dietro e vado alla ricerca di un punto dove poterlo passare. I suoi movimenti ora sono secchi e velocissimi, la sua moto gira con una velocità mai vista, rispetto a prima il suo corpo ora si sposta con più decisione ed è impressionante vedere come riesce ad essere veloce ed efficace nei cambi di direzione. Via dentro il semaforo, curva quasi a ferro di cavallo a destra e poi all’uscita ci si ributta tutti sulla destra per impostare il Tornantino, entrando larghi di seconda e tagliare il tornante a sinistra col ginocchio sul cordolo.

Gli sono dietro e non mollo, usciamo tutti e due vicini, arriva un piccolo dritto e poi dentro alla prima della Esse, curva a sinistra e per essere veloci l’ingresso alla seconda curva della Esse lo devi fare a gas aperto, cavolo sulle Esse è velocissimo, riprende qualche metro, breve rettilineo che ci porta all’ingresso della Roma, Paolo arriva con qualche metro di strada in più rispetto a me, decido il tutto per tutto e mi scaravento all’ingresso della curva Roma tardando la staccata in modo da riprendere i metri perduti. Entro impiccato a tre quarti esterno per avere più percorrenza e velocità lasciandomi spazio sufficiente per poter tagliare sul cordolo da metà in poi, ci riesco, entro e percorro fortissimo, vedo il posteriore della moto di Paolo avvicinarsi velocemente, lui in uscita è più esterno e largo rispetto a me, ma io sono più veloce, con il risultato che usciamo quasi affiancati, lui con circa un metro di vantaggio !!!!!

Rush finale ed epilogo !!!

Ora siamo praticamente affiancati, tutti e due chiusi in carena, lui è esterno ed io interno, percorriamo il rettilineo con l’impeto di un passo gara all’ultimo respiro, dove i partecipanti sono solo Paolo ed il sottoscritto. Passiamo di fronte ai box, non ho più neanche fatto caso all’esistenza di Emilio, che a detta sua continuava a lanciare anatemi e bestemmie. Da questo momento in poi la sfida prenderà una piega inaspettata, poiché nel mio caso, dopo aver percorso un intero giro accodato a lui, l’unico momento per passarlo era qui, alla staccata della Viterbo, ovviamente il buon Paolo avrà pensato piuttosto che farsi passare da un ragazzino di primo pelo non si stacca !!

I fatti si sono così svolti :

Sono chiuso in carena, è il mio momento, il cuore mi batte dentro le tempie, ora siamo praticamente appaiati, vedo avvicinarsi l’ingresso della Viterbo, penso solo che devo staccare dopo di lui, man mano ci avviciniamo si allarga un pochino, ora manca davvero poco ed i cartelli dei riferimenti volano e recitano che bisogna frenare, ricordo solo che c’è stato un attimo in cui ho girato la mia testa verso di lui, poi è successo tutto così tremendamente in fretta !!!!

Aspetto che stacca lui, ma lui non accenna, non può, non vuole, ma ormai siamo dentro, io non stacco, non posso, ma lui neanche, siamo andati oltre, oltre il tempo ed il limite previsto, per tutte le cose c’è sempre un tempo ed un limite che non puoi oltrepassare !!! Abbiamo fatto sega, come due ragazzini che non entrano a scuola, ormai la campanella è suonata ed il cancello si è chiuso !! Non puoi neanche dire rifacciamo ……… game over !!!! Da qui in poi i miei ricordi diventano confusi, ricordo solo il rumore dell’impatto tra di noi, qualche pezzo di cielo e nuvole alternato dall’erba che mi girava intorno assieme alla moto. Si finisce così quando ti senti forte ed arrogante e lanci stupide sfide provocando il leone.

                                                                    

Sicuramente alla fine, nel folle tentativo di frenare e cercare di entrare in qualche modo, ci siamo agganciati e siamo letteralmente esplosi nell’aria !! Fortunatamente gli esiti non sono stati catastrofici, ricordo di aver distrutto la moto, tanto da dover fare poi la gara con il muletto e di essermi scarnificato il palmo della mano.

Ovviamente evito di raccontarvi i postumi fisici seppur lievi e gli insulti verbali ricevuti in primis dal caro amico e direttore Emilio, poi dal mio compagno di squadra Giuseppe e da altri amici presenti sul posto.

Correva l’anno 1986 tempi in cui nel motociclismo vigevano regole molto meno ferree ed il politically correct non si sapeva cosa fosse !!!

Buona strada a tutti Biker’s !!!!!!!!!

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