Ha fatto ovviamente notizia il gravissimo incidente avvenuto sulla A4 Torino-Milano, dove quattro persone hanno perso la vita ed una quinta è in condizioni critiche a causa di un frontale avvenuto tra Novara Est e Marcallo Mesero. A causare il tutto un anziano che, entrato contromano in autostrada, si è sistemato in quella che credeva essere la sua corsia di marcia, mentre invece era quella di sorpasso della corsia opposta.
Al netto del fatto che è lecito avere dubbi sulla capacità psico-fisiche di stare al volante di persone di una certa età (chi ha causato l'incidente pare fosse ottantenne), cosa per la quale si potrebbe tirare in ballo l'ultimo rinnovo di patente effettuato, è pur vero che in un individuo anziano, nei due anni che intercorrono può essere oggetto di degrado cognitivo tale da renderlo protagonista di certi comportamenti.
Da qui la considerazione che, da una certa soglia, potrebbe essere utile far effettuare il rinnovo ogni anno. Anche in questo caso però, la situazione non appare definitiva, perché in dodici mesi si può verificare un decadimento cognitivo importante. In più, non necessariamente un ottantenne deve esserne oggetto e, se proprio vogliamo dirla tutta, c'è anche gente di 30 o 50 anni che la patente non dovrebbe proprio averla (un qualcosa che chi va in moto sperimenta suo malgrado ogni volta che è in sella).
La soluzione va pertanto cercata altrove e deve essere "a prova di essere umano" o "a prova di stupido" come si è soliti definire un qualcosa che va oltre alla capacità dell'uomo di generare situazioni fuori da ogni logica. Tutto questo significa che le due corsie delle rampe di accesso ed uscita delle strade devono essere separate. Come? Ad esempio con un semplice cordolo centrale che andrebbe a sostituirsi alla linea continua di mezzeria.
Questo dovrebbe essere sufficientemente alto da impedire un agevole scavalcamento o comunque rendere il tutto tale da far accorgere chi è al volante di quanto sta succedendo. In questo modo sarebbe materialmente impossibile l'ingresso in contromano su autostrade, superstrade e via discorrendo, rendendo non verificabile una dinamica che purtroppo non è nuova e che, nel corso del tempo, ha già fatto diverse vittime (posto per inciso che già una sarebbe troppo).
In un contesto in cui, pur se a fatica, si iniziano a vedere tratti di strada con i guardrail salva-motociclisti e si sta potenziando a livello tecnologico l'infrastruttura, sarebbe probabilmente opportuno pensare anche ad evitare questo altro potenziale rischio. Sarebbe interessante che questo articolo costituisse lettera aperta a Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla Polizia Stradale ed alle concessionarie che gestiscono i vari tratti autostradali e stradali italiani per l'istituzione di un tavolo tecnico volto a risolvere la problematica in modo efficace e definitivo.

