Voge Valico 300 Rally: ha senso il piccolo monocilindrico?

Valerio Garagiola

La Voge Valico 300 può far rinascere un segmento di mercato dimenticato ed abbandonato nei ricordi. Ha senso, in un mondo dove il motore di grossa cubatura domina?

Il mercato attuale è sostanzialmente diviso in due: da una parte, grosse tourer pensate per macinare chilometri e per solleticare anche chi ama i cordoli, dall'altra delle moto che attirano anche l'utenza dello scooter, puntando su bassi consumi, propulsori briosi quanto basta ed ergonomia adatta a tutti. Nel mercato poi appare la Voge Valico 300 Rally, un modello di fabbricazione cinese ma con una scheda tecnica che può incuriosire particolari nicchie di mercato.

Moto decisamente essenziale, con linee leggere e minimal in tutte le sue forme, con una insolita misura di pneumatici, rispettivamente di 21 pollici all' anteriore e 18 pollici al posteriore. Sborsando 4190 Euro è possibile tornare a casa con un mezzo dotato di schermo LCD, (semplice ma dotato contachilometri, tachimetro, contagiri e indicatore di marcia), presa USB, propulsore da quasi 30 cavalli dotato di 6 marce decisamente poco assetato. Il peso davvero contenuto di 150 kg a secco la rendono ottima in città quanto sullo sterrato, mentre l'altezza sella di 905 mm scoraggia molti. Il reparto ciclistico, formato da forcella upside-down da 37 mm di diametro e da un ammortizzatore singolo a precarico regolabile al posteriore, così come i freni, con disco singolo di diametro 265 mm all'anteriore e 220 mm al posteriore (ABS a doppio canale disinseribile), completano la scheda tecnica della piccola Voge Valico 300 Rally.

La domanda è: considerando il mercato attuale, il monocilindrico di grossa cubatura (intesa come superiore a 125cc) ha ancora senso?

La recente storia ha raccontato che, nel settore naked, il monocilindrico è stato accantonato a tutto vantaggio del bicilindrico frontemarcia (vedi Honda, che ha mollato il 4 cilindri in linea per il bicilindrico). La risposta al semaforo è ottima, ma il poco allungo rende il motore a singolo cilindro decisamente poco adatto a gite fuori porta. 

Anche il mondo delle sportive è piuttosto nemico al monocilindrico: sebbene la storia insegna che la categoria Supermono è stata fucina di campioni, l'unica rappresentante è la KTM RC 390, caratterizzata da una ciclistica pensata appositamente per essere efficace in pista ed in strada. Sebbene il progetto sia tutt'altro che obsoleto, nel Campionato Supersport 300 non è presente nemmeno un esemplare della casa austriaca, dominata da Kawasaki Ninja 400 e Yamaha R3.

Per viaggiare? Il monocilindrico è dedicato a chi se la prende con estrema calma e vuole trottare felicemente tra le colline godendosi il viaggio. Anche qui, la Voge Valico 300 può solo cedere il passo ad un mezzo più adatto, come il modello 650.

In estrema sintesi, quale sarebbe l'habitat ideale del piccolo bicilindrico della Voge Valico 300? Al di fuori dei stretti sentieri di montagna, la Valico 300 non può dire nulla di convincente, ma lancia la sfida alla Beta Alp 200; mezzo ancor più essenziale e meno adatto ai lunghi trasferimenti, ma con tanta qualità made in Italy.
Un'altra fetta di mercato che la moto cinese può conquistare è quella formata da enduristi in erba, che vogliono provare un mezzo senza pretese, con il quale fare un pò di tutto, ed usarla come mezzo quotidiano.

La Voge Valico 300 può essere un mezzo apparentemente senza senso, ma può far, nel suo piccolo, dei buoni risultati in termine di ventire. Moto interessante, nella speranza che venga recepita dal mercato, sempre più (forse troppo) orientato su altro genere di mezzi.

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