V21L, la Ducati per il Mondiale MotoE

Valerio Garagiola

La MotoE di Ducati ha finalmente un nome, V21L. Sostantivo poco evocativo, ma che scriverà la storia del marchio e delle competizioni

Ducati non è certamente rimasta con le mani in mano ed ha canalizzato le risorse non spese per EICMA per ben altre attività, più o meno interessanti, come la presentazione di nuovi modelli tramite piattaforma online. Verso la fine della scorsa stagione tutti gli appassionati della neonata MotoE hanno accolto favorevolmente il passaggio di testimone da Energica a Ducati quale fornitore unico moto, la quale dimostra da anni di essere riferimento tecnologico per tutto il Motomondiale. Sebbene inizialmente non avessero accolto bene l'idea di un mezzo elettrico tra le fila Ducati, a Borgo Panigale hanno fatto le cose per bene e la nuova V21L è già in pista, tra le mani del collaudatore e plurivincitore CIV Michele Pirro. 

 

La V21L è il frutto del lavoro congiunto del team Ducati Corse e dei progettisti dell’R&D Ducati, guidati da Roberto Canè eMobility Director Ducati.

Roberto Canè, eMobility Director Ducati: 

Stiamo vivendo un momento davvero straordinario. Faccio fatica a credere che sia realtà e non ancora un sogno! La prima Ducati elettrica in pista è eccezionale non solo per l'unicità ma anche per il tipo di impresa: sfidante sia per gli obiettivi prestazionali che per le tempistiche estremamente ridotte. Proprio per questo il lavoro di tutto il team dedicato al progetto è stato incredibile e il risultato di oggi ci ripaga degli sforzi fatti negli scorsi mesi. Non abbiamo certo finito, anzi, sappiamo che la strada è ancora molto lunga, ma intanto un primo importante ‘mattoncino’ l'abbiamo posato.

Michele Pirro, collaudatore Ducati: 

Provare in circuito il prototipo della MotoE è stata una grande emozione, perché segna l’inizio di un importante capitolo nella storia Ducati. La moto è leggera e ha già un buon bilanciamento. Inoltre la connessione del gas nella prima fase di apertura e l’ergonomia sono davvero molto simili a quelle di una MotoGP. Se non fosse per la silenziosità e per il fatto che in questo test abbiamo deciso di limitare la potenza rilasciata al solo 70% delle prestazioni, avrei potuto pensare benissimo di essere in sella alla mia moto.

 

 

I punti con maggiore criticità, come per le scorse stagioni MotoE, riguardano le dimensioni del mezzo, il peso e l'autonomia delle batterie. A Borgo Panigale sono già al lavoro per quanto riguarda la massa complessiva, oltre alla linearità di erogazione del propulsore elettrico. Rispetto alla moto utilizzata fino alla scorsa stagione, è possibile scorgere dalle foto un voluminoso sistema di raffreddamento, oltre ad un'aerodinamica molto semplice, senza le oramai "tipiche" ali che caratterizzano le supersportive Ducati. Visto l'andamento del mercato, non ci sarà da escludere, in un futuro non lontanissimo, un prodotto stradale elettrico.

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