Suzuki: nuovo bicilindrico parallelo per la SV 700 del futuro?

Gianluca Salina

Il motore della Recursion, prototipo di moto turbo mostrato a Tokyo nel 2013, si è evoluto, crescendo in cubatura e perdendo la sovralimentazione. Sarebbe questo l’identikit dell’unità oggetto di brevetto da parte di Suzuki e che potrebbe trovare posto su una futura media naked che prenderà il posto della SV 650.

Era il 2013 quando, al Tokyo Auto Show, a sorpresa Suzuki mostrò Recursion, prototipo di una moto bicilindrica in linea di 588 cc, sovralimentata mediante turbocompressore. Da allora le notizie si sono rincorse su questo modello, che però ad oggi non è ancora arrivato in produzione.

Di quell'unità si è tornato a parlare di recente, quando sono iniziate a circolare voci sull'imminente presentazione, da parte della casa di Hamamatsu, di un nuovo propulsore bicilindrico in linea. La normativa Euro 5 incombe (ne abbiamo parlato in questo articolo) e la attuale generazione della SV 650 ha già qualche anno, dal momento che è stata introdotta nel 2016 ed utilizza un motore il cui disegno ha ormai una ventina di anni, pur se costantemente aggiornato dagli uomini in blu.

Da qui l'idea che il due cilindri parallelo possa essere destinato a quella che sarà la futura naked media di Suzuki. Se così dovesse essere, non vuole però dire che la nuova SV sarà sovralimentata, anzi. Questo perché, da quel 2013, il motore visto sulla Recursion ha subito dei mutamenti.

Due anni dopo la sua presentazione ha guadagnato un nome proprio, XE7, conservando il turbo. Inoltre è cresciuto di cubatura, passando a circa 700 cc e, ultimo ma non meno importante, nella sua ultima incarnazione, è privo del turbocompressore. Nel brevetto depositato dalla casa giapponese a febbraio, ma reso noto solo a fine agosto, si vede infatti chiaramente un bicilindrico aspirato e raffreddato a liquido.

I disegni evidenziano il catalizzatore sistemato in diagonale nella parte anteriore del motore, molto vicino all'uscite della testa, una soluzione che garantisce un tempo di riscaldamento molto breve e consente di recuperare luce a terra a livello di pancia della moto, cosa estremamente utile nell'ipotesi di utilizzare questo motore anche sulla V-Strom 650 (o, a questo punto 700) futura.

Se così sarà, entrambe le moto non si chiameranno verosimilmente più come oggi, perdendo in entrambi i casi la V nel loro nome, che identifica l'architettura del motore. Ecco così che (siamo nel campo delle pure speculazioni), le due moto potrebbero essere la SL 700 (naked) e la L-Strom 700 (crossover).

L'attuale trend delle medie cilindrate vede sempre più l'utilizzo di motori in linea, per semplicità costruttive e, se vogliamo, per una maggiore rotondità di funzionamento. Gli esempi di questo sono la recente Benelli 752 S, oltre alla Kawasaki Z 650 ed alla Yamaha MT-07, tutte avversarie dirette della SV 650 sul fronte naked.

In ambito crossver invece abbiamo le corrispettive Versys 650 (il nostro test), Tracer 700 (il nostro test) ed all'imminente, per citare ancora Benelli, TRK 752 o 800. Allo stesso modo, salendo di un segmento, anche KTM, ad esempio, con la sua serie 790 e 890, ha sposato l'architettura del bicilindrico in linea pur con una lunga tradizione nei motori a V, a testimonianza che le case stanno andando in quella direzione.

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