Panigale V4 SP: ritorno di un mito

Valerio Garagiola

La famiglia Panigale si allarga, con la nuova V4 SP, sigla storia dedicata ai modelli più “ready to race” della casa italiana

La sigla SP è stata introdotta da Ducati per la prima volta ai tempi della 851 e identificava la versione utilizzata come base per lo sviluppo delle moto impiegate nel Campionato Sport Production, precursore dell’attuale Superstock. Questa sigla ritorna sulla carena della nuova V4 SP, contraddistinta dalla colorazione nero opaco (denominata "Winter Test"), da parti in carbonio rifinito opaco e serbatoio in alluminio spazzolato. Il look racing è enfatizzato dalla rimozione degli specchi e del portatarga e con il montaggio delle relative cover dei fori in dotazione insieme alla moto.

La Panigale V4 SP si differenzia dalla Panigale V4 S 2021 per altri particolari, quali la piastra di sterzo ricavata dal pieno che riporta il numero progressivo della moto, contenuti di ciclistica e di motore pensati esclusivamente per l'uso in pista. L'elevato utilizzo di materiali nobili permette di fermare la bilancia a 173 Kg a secco. La Panigale V4 SP è equipaggiata con leggeri cerchi a 5 razze sdoppiate in carbonio e mozzo in alluminio(più leggeri di 1,4 kg rispetto a quelli in alluminio), pinze freno anteriori Brembo Stylema R, dischi da 330 mm, pompa freno anteriore Brembo con sistema MCS (Multiple Click System) e dispositivo di “remote adjusting”. Tutti questi componenti sono presenti anche sulla Superleggera V4, la più esclusiva della gamma Panigale

Il propulsore della SP, conforme alla normativa Euro5, eroga 214 CV a 13.000 giri; come ogni vera Ducati da corsa, monta la frizione a secco (STM Evo-Sbk in alluminio ricavato dal pieno) ed è protetta da un carter in carbonio con apposita feritoia per poter sentire il suono che ha sempre contraddistinto le superbike Ducati. La trasmissione finale è stata creata specificatamente per questo modello ed è accoppiata ad una catena racing di misura 520.

Sotto il titolo elettronica, troviamo una lunga lista di controlli gestiti dalla piattaforma inerziale Bosch: ABS Cornering EVO, Traction Control EVO 3, Slide Control, Wheelie Control EVO, Power Launch, Quick Shift up/down EVO 2, Engine Brake Control EVO e Electronic Suspension EVO. I parametri di funzionamento di ciascun controllo consentono al pilota di effettuare in pista confronti rapidi tra due diverse configurazioni per definire il migliore set-up. 

Come la Panigale V4 S, anche la versione SP è equipaggiata con una forcella Öhlins NIX-30, ammortizzatore posteriore Öhlins TTX36 e ammortizzatore di sterzo Öhlins controllati dal sistema elettronico Öhlins Smart EC 2.0, di seconda generazione. I vantaggi principali offerti da questo sistema riguardano la possibilità di personalizzare l’intensità d’intervento sulle sospensioni in funzione dei singoli eventi di guida (frenata, percorrenza curva, accelerazione), di modificare i parametri di funzionamento delle singole componenti.

Le pedane pilota sono realizzate in lega di alluminio anodizzato; la possibilità di regolazione permette al pilota di trovare la posizione che più si adatta alla sua corporatura e al suo stile di guida. Sono dotate di paratacchi in fibra di carbonio e pedali freno e cambio snodati per minimizzare il rischio di rottura in caso di scivolata e disegnate per passare velocemente dalla configurazione di cambio tradizionale e quella di cambio rovesciato.

Il costo? 37.000 Euro tondi; facendo i conti della serva, acquistando una moto giapponese nuova ed allestendola per l'uso esclusivo in pista si spende grossomodo la stessa cifra. Uomo avvisato…

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