Nuovo DPCM e mascherina: l’opinione di DDG Magazine

Valerio Garagiola

Le restrizioni del DPCM coinvolgono anche il mondo delle due ruote, ma con parole vaghe e soggette a diverse interpretazioni. Noi diciamo la nostra

Come ben sappiamo, l'anno 2020 motociclistico è molto strano: da una parte GP cancellati e campionati (di qualisiasi livello) rieditati con gare molto ravvicinate; dall'altra incertezza più totale per quanto riguarda viaggi in moto o normali gite domenicali. Le ultime evoluzioni del DPCM hanno coinvolto anche l'utenza a due ruote (mercato che straordinariamente ha recuperato le perdite di inizio anno) e l'utilizzo della tanto famigerata mascherina.

Il decreto parla chiaramente: è sempre obbligatoria, se è garantita la condizione di isolamento nei confronti di persone che non siano conviventi. Fin qui è molto chiaro. Sebbene utilizzare la moto o lo scooter permetta all'utenza di avere un adeguato distanziamento sociale, chi usa la moto o lo scooter dove indossare la mascherina?

O meglio, la domanda da porsi è: posso indossare la mascherina senza che questa non comporti problemi durante l'utilizzo della moto o dello scooter?

Il quesito sorge nel momento in cui si indossa un casco integrale e si volesse indossare una mascherina, bisogna scartare subito l'idea di usare una FFP2: la loro forma non permette nemmeno di calzare il casco. Pertanto, si deve optare per la chirurgica. Tuttavia, se il casco non presenta una perfetta aerazione, appannare la visiera è veramente facile (anche con pinlock, esperienza personale), quindi compromettere la sicurezza. Chi utilizza gli occhiali da vista ed utilizza un casco non integrale si ritrova in una situazione simile. Ci si può arrangiare in qualche modo, coprendo viso e naso con una sciarpa o uno scaldacollo, ma non è una misura di prevenzione efficace. Esplorando il mercato,  soltanto la Tucano Urbano presenta in catalogo un prodotto pensato per lo specifico scopo di filtrare l'aria con efficacia (ad un prezzo piuttosto ragionevole).

Il trasporto pubblico italiano non garantisce il distanziamento sociale necessario (oltre che essere obsoleto in diverse parti d'Italia); l'utilizzo dell'automobile invece comporta solo maggiore traffico nelle strade urbane ed extraurbane, nonchè maggior inquinamento.

Ancora una volta, la classe dirigenziale non ha valutato la possibilità di incentivare l'utilizzo delle due ruote (anche attraverso le piattaforme sharing) quale metodo migliore per garantire un adeguato distanziamento sociale, oltre che rendere più fluido il traffico delle città.

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