Giacche, pantaloni e tute moto: occhio all’etichetta (e a possibili sconti)

Gianluca Salina

Dietro all’etichetta di omologazione di un capo di abbigliamento per moto si celano informazioni importanti sulla protezione offerta e sulla rispondenza degli indumenti alle normative. Vediamo insieme come leggerla.

Com'è noto, le normative si evolvono non solo per i veicoli, ma anche per accessori ed abbigliamento, con questi ultimi che ricoprono un ruolo fondamentale per la nostra incolumità. Nuovi materiali da un lato e nuove procedure di test dall'altro, fanno sì che gli indumenti che indossiamo siano sempre più protettivi anche grazie all'evolversi delle procedure di validazione.

La sicurezza è un argomento dibattuto e parecchi, noi compresi, vorrebbero che l'obbligo di indossare il casco per chi va in moto fosse anche esteso a capi come guanti, pantaloni e giacche da moto. Così facendo si eviterebbe di vedere qualcuno, uscito solo per fare il classico breve tragitto dove "Non mi metto nulla perché tanto faccio solo 500 metri…", si grattugi sull'asfalto in bermude ed infradito. Questo se non altro per il fatto che le cure pesano sul S.S.N., ergo su tutti noi.

A proposito di giacche, pantaloni, tute intere e divisibili, dal 21 aprile 2019 la precedente normativa UNI EN 13595:2002 è stata sostituita dalla UNI EN 17092:2020. A variare sono le metodologie di prova per l'omologazione. In sintesi, i capi devono essere rispondenti a nuovi requisiti, esattamente come avviene per i motori, un qualche cosa che conosciamo tutti bene, dal momento che stiamo vivendo il passaggio dall'Euro 4 all'Euro 5.

Contrariamente a quanto avviene per i propulsori e, di conseguenza le moto che, dopo una certa data, se non rispondenti alle nuove norme, non possono più essere commercializzate (ma ci sono in ogni caso delle deroghe), per i capi di abbigliamento funziona in modo diverso. Questo significa che possono tranquillamente continuare ad essere venduti ma, semplicemente, occorre fare attenzione all'etichetta.

Diamo pertanto una scorsa a questa normativa e a cosa prevede, in modo da essere informati quando andremo a fare il prossimo acquisto o per verificare a quali requisiti rispondono i capi che abbiamo già in casa, sulla scorta del fatto che la nuova regolamentazione divide l'abbigliamento protettivo in sei diverse categorie:

– EN 17092-2 Indumenti di classe AAA

Offrono protezione da urti e abrasioni, utilizzando materiali e costruzione maggiormente efficaci e rispondenti a requisiti più severi rispetto agli indumenti rispondenti alla categoria EN 17092-3 e EN 17092-4. Gli indumenti di classe AAA possono avere limitazioni ergonomiche, di peso e termiche per alcune attività.Possono essere capi interi o due pezzi.

– EN 17092-3 – Indumenti di classe AA

Offrono protezione da urti e abrasioni, utilizzando materiali e costruzione maggiormente efficaci e rispondenti a requisiti più severi rispetto agli indumenti rispondenti alla categoria EN 17092-4. Gli indumenti di classe AA offrono generalmente protezione contro la maggior parte dei pericoli. Questi capi possono avere limitazioni ergonomiche e di peso inferiori rispetto agli indumenti di classe AAA. Sono indumenti progettati per essere indossati da soli o per essere indossati sopra ad altri.

– EN 17092-4 – Indumenti di classe A

Offrono il grado di protezione minimo necessario all'omologazione per quanto riguarda urti e abrasioni, utilizzando materiali e costruzione che soddisfano requisiti inferiori rispetto alle categorie categoria EN 17092-3 e EN 17092-4. Hanno normalmente le minori limitazioni a livello di ergonomia e peso.
Sono indumenti progettati per essere indossati da soli o per essere indossati sopra gli altri capi di abbigliamento da parte di motociclisti in ambienti caldi.

– EN 17092-5 – Indumenti di classe B.

Sono indumenti specializzati, progettati per fornire protezione contro l'abrasione equivalente a quelli appartenenti alla Classe A, ma non offrono protezione dagli urti dal momento che ne sono sprovvisti. Per questo si consiglia di indossarli almeno con protezioni contro gli urti (EN 1621-1) su spalle e gomiti nel caso di una giacca, o contro gli urti sulle ginocchia se si tratta di pantaloni. Sono normalmente indumenti modulari, adatti ad essere combinati con altri indumenti che forniscono protezione dagli urti.

– EN 17092-6 – Indumenti di classe C

Questa classe è per indumenti senza protezione dagli urti, progettati solo per contenere uno o più , sia come indumento intimo che come indumento intimo. Gli indumenti di classe C forniscono protezione solo nelle aree di impatto coperte dal dispositivi antiurto, non offrono una protezione minima dall'abrasione completa e potrebbero non offrire
protezione dagli urti minima completa.
Gli indumenti di classe C sono progettati per offrire solo una protezione dagli urti supplementare. Si intende che la Classe C di indumenti devono essere indossati in combinazione con indumenti di Classe AAA, AA, A o B per migliorare la classe di protezione.

Etichetta abbigliamento moto

Tutto questo significa che, quando si va ad acquistare l'abbigliamento per andare in moto, c'è la possibilità di scegliere che tipo di indumenti mettere nel carrello, virtuale o reale che sia, compresi anche capi omologati secondo la precedente normativa. Quest'ultimo caso potrebbe essere la ragione per cui si trovano, sia nei negozi che negli shop online, merce particolarmente scontata.

Spesso il prezzo di acquisto allettante è un aspetto fortemente condizionante, ma la raccomandazione in ogni caso è quella di dotarsi sempre di abbigliamento che risponde alle più recenti normative emanate. Qualche decina o anche qualche centinaio di Euro di risparmio non valgono la salute in caso qualcosa vada storto.

Un ringraziamento a Franz Waller per lo spunto.

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